L’alimentazione del cucciolo, dallo svezzamento all’età adulta
Il momento della crescita è una fase fondamentale che condizionerà tutta la vita del nostro animale, per questo l’alimentazione del cucciolo è un argomento molto delicato e è importante monitorare e guidare al meglio tutte le sue diverse fasi. Ci occuperemo di illustrare alcuni dei principi fondamentali che il medico veterinario esperto in nutrizione prende in considerazione per accompagnare al meglio la crescita del suo nuovo piccolo paziente.
Valuteremo l’importanza di una dieta varia e bilanciata per il cucciolo, quali sono le differenze rispetto all’alimentazione di un cane adulto e parleremo infine dei tanto amati snack!
Prima di entrare nel vivo di questo articolo è doverosa una piccola premessa… Dopo la nascita salvo sfortunate circostanze, il cucciolo viene nutrito e accudito dalla madre per i primi mesi di vita fino allo svezzamento (potrebbe interessarti questo articolo sul cucciolo neonato).
L’adozione del cucciolo dovrebbe avvenire dopo la fine del periodo dello svezzamento, cioè dopo il passaggio dall’alimentazione lattea all’alimentazione solida.
Vediamo come nutrire al meglio il nuovo arrivato!
L’importanza di un’alimentazione varia e equilibrata durante la crescita del cucciolo
La crescita di un cucciolo non riguarda soltanto l’accrescimento fisico. Durante questa fase il compito del medico veterinario esperto in nutrizione è anche quello di gettare le basi per il corretto sviluppo del sistema immunitario, per un comportamento alimentare corretto e per lo sviluppo di buone capacità digestive.
Durante la crescita è fondamentale che il cucciolo segua una dieta varia e equilibrata. Negli ultimi anni infatti sono stati condotti diversi studi sulla “tolleranza orale”. La tolleranza orale è il meccanismo attraverso il quale il sistema immunitario riconosce come “innocuo” un alimento o i batteri della propria flora microbica. Un’alterazione di questo processo è alla base dello sviluppo delle patologie allergiche.
Questi studi riguardano prevalentemente la medicina umana ma anche gli studi condotti in medicina veterinaria sembrerebbero concordi. Per questo motivo durante lo svezzamento del cucciolo così come avviene per il bambino, dovremo introdurre diversi alimenti in modo da favorire lo sviluppo di una corretta tolleranza orale e prevenire fenomeni di allergia alimentare.
Una dieta varia stimola inoltre lo sviluppo di diverse popolazioni batteriche del microbiota intestinale che a sua volta partecipa al meccanismo di tolleranza orale oltre che al processo digestivo e moltissime altre funzioni dell’organismo. Uno sviluppo inadeguato del microbiota può portare a conseguenze permanenti con cui dovremo far i conti per tutta la vita dell’animale. Il microbiota è uno degli argomenti più studiati degli ultimi anni, le sue funzioni e le sue implicazioni sono infinite, vi invito a leggere l’articolo per approfondire l’argomento.

Differenze tra l’alimentazione del cucciolo e dell’adulto
Le esigenze nutrizionali del cucciolo subiranno profondi cambiamenti durante la crescita e la dieta dovrà adattarsi di conseguenza per scongiurare pericolosi sbilanciamenti.
Le esigenze nutrizionali di un cucciolo e di un soggetto adulto sono diverse. Soprattutto per quanto riguarda i fabbisogni calorico e proteico e il rapporto Calcio/Fosforo.
Un cucciolo brucia molte calorie in più rispetto ad un cane adulto. Un deficit energetico nel cucciolo può portare a una riduzione dell’accrescimento, crisi ipoglicemiche, alterazioni del pelo e molto altro.
Le proteine sono i mattoncini che costituiscono i vari tessuti dell’organismo e l’organismo di un cucciolo è un cantiere aperto che costruisce tessuti molto velocemente. Un cane adulto avrà fabbisogni proteici più bassi.
In ultimo, il calcio e il fosforo sono minerali fondamentali per lo sviluppo del tessuto scheletrico. Il loro rapporto deve essere strettamente sotto controllo durante il periodo di crescita, qualsiasi squilibrio in eccesso o in difetto può portare a malformazioni permanenti molto pericolose, soprattutto nelle razze di cani di taglia grande.
Quali snack scegliere per il cucciolo?
In commercio si possono trovare una quantità infinita di snack per cani delle più svariate forme: biscottini, ossi, persino torte di compleanno. Attenzione però, la maggior parte degli snack sono per lo più composti da grassi e carboidrati.
Nei cuccioli molto spesso ricorriamo all’utilizzo di questi prodotti: vengono usati come premietti nei percorsi di educazione, come coccola, come masticativi. È molto comune quindi dare molte kcal senza accorgersene!
Gli snack industriali contengono inoltre grandi quantità di additivi e conservanti che in alcuni casi possono essere responsabili di spiacevoli reazioni. Un’alternativa più sana ad essi sono gli essiccati di carne o pesce. Che possiamo anche preparare noi a casa utilizzando un essiccatore o il nostro forno.
Attenzione inoltre a tutti i masticativi e ossi che si trovano in commercio. Spesso sono molto difficili da digerire e possono diventare pericolosi nel caso in cui il cucciolo li ingoi trasformandosi in veri e propri corpi estranei.
Ben vengano giochi in plastica come il kong da ingolosire ad esempio con dello yogurt bianco senza zucchero, con cui il cucciolo può divertirsi in sicurezza.
Dieta e premi studiati per il cucciolo
La dieta del cucciolo quindi deve essere studiata in base alle sue particolari esigenze e essere plasmata in base alle varie fasi della crescita.
La dieta inoltre deve essere varia e soddisfare tutti i fabbisogni. Una buona alimentazione fin dalla tenera età è fondamentale per prevenire potenziali patologie e permette di costruire basi solide per supportare l’animale in tutte le fasi della propria vita.
Articolo della dott.ssa Giulia Moglianesi, DMV
- Published in Giulia Moglianesi
L’importanza dell’alimentazione per la cagna in gravidanza
La gravidanza rappresenta un momento fisiologico estremamente delicato per i nostri animali. In questa fase l’alimentazione riveste un ruolo centrale sia per la madre che per i cuccioli. Svolge sia un’azione preventiva su alcune patologie sia di supporto per le funzioni fisiologiche e per il sistema immunitario di entrambi. In questo articolo vedremo come cambiano i fabbisogni delle gestanti, quali alimenti sono più indicati in gravidanza e quali integrazioni funzionali possiamo fornire alle future mamme.
La gravidanza nei nostri animali può essere un evento programmato o del tutto inaspettato. Infatti, se è vero che la sterilizzazione negli animali domestici è molto diffusa e spesso effettuata in età prepubere, la scelta di non sterilizzare il proprio animale o di farlo in età adulta, almeno dopo il secondo calore (come indicano le attuali linee guida sulla sterilizzazione) è sempre più frequente. Questo può portare a gravidanze non programmate. Nel caso delle cosiddette fattrici, invece, gli allevatori pianificano le future gravidanze con particolare attenzione. Soprattutto in quest’ultimo caso, possiamo intervenire con l’alimentazione anche prima dell’accoppiamento, per migliorare la fertilità delle fattrici e la futura gravidanza.
Cos’è importante conoscere sull’alimentazione per la cagna in gravidanza?
Se la gravidanza è programmata. L’importanza dell’alimentazione per la cagna in gravidanza.
Un fattore fondamentale da considerare quando si programma una gravidanza è che la cagna arrivi al momento dell’accoppiamento in peso forma.
Questo è un requisito molto importante. Un peso forma non ideale potrebbe portare a serie problematiche. Quali ridotta ovulazione, ridotto numero di cuccioli e scarso peso alla nascita e aumento della incidenza di distocie (problemi durante il parto).
Già da questa fase possiamo aiutare la futura gestante con delle integrazioni funzionali ad hoc, quali acidi grassi Omega tre (EPA e DHA) e acido Folico.
Come variano i fabbisogni in gravidanza
Durante le prime 4-5 settimane, il fabbisogno energetico della cagna non subisce sostanziali variazioni.
Dalla quinta settimana di gestazione in poi, occorre invece prevedere un incremento della razione giornaliera, che va dal 25% al 50% rispetto a quello di mantenimento, in dipendenza dal numero di cuccioli.
Durante la gravidanza una quota consistente dell’energia dovrebbe provenire dai carboidrati, in quanto i feti utilizzano esclusivamente il glucosio per il loro metabolismo energetico. Nel caso non si vogliano o non si possano inserire i carboidrati in gravidanza, è certamente possibile impostare una dieta “no carbo”, sopperendo ai fabbisogni tramite grassi e proteine, ma è fondamentale che tale dieta sia formulata da un Medico Veterinario molto esperto in nutrizione e non improvvisata.
Anche l’apporto proteico, in gravidanza, deve essere adeguato. Soprattutto è importante che le proteine fornite siano di elevato valore biologico (proteine animali da carne, pesce e derivati). Per evitare fenomeni di costipazione, frequenti nelle ultime fasi di gravidanza, potrebbero venirci in aiuto alcuni alimenti che spesso si utilizzano nelle formulazioni casalinghe per cagne gestanti. Come il latte vaccino e gli organi, come milza e fegato. A tal proposito potrebbe risultare vantaggiosa la somministrazione di polvere di cuticole di psillio, partendo da mezzo cucchiaino raso al giorno e aumentando la dose a seconda della taglia dell’animale e dell’effetto ottenuto.
In caso di animali intolleranti agli alimenti sopra citati o in soggetti che seguono un’alimentazione commerciale, è sempre consigliabile seguire i consigli del proprio medico veterinario nutrizionista.
Il parto della cagna e l’alimentazione nei giorni peri-partum
Negli ultimi due tre giorni di gravidanza la cagna potrebbe manifestare inappetenza. Si tratta di una evenienza fisiologica che serve, tra le altre cose, per avere l’intestino libero al momento del parto. In questo caso la futura madre non va forzata a mangiare.
Durante il parto è importante lasciare acqua fresca sempre disponibile.
Subito dopo il parto si può somministrare alla cagna una zuppa ricostituente a base di alimenti iperdigeribili e nutrienti. Anche in questo caso, se la cagna manifesta inappetenza nelle primissime ore dopo il parto, è bene non forzarla a mangiare.

Quali sono i pericoli di una dieta non bilanciata in gravidanza
Una malnutrizione delle femmine in gravidanza si può tradurre facilmente in conseguenze anche gravi, non solo per la madre, ma anche per i cuccioli.
In particolare, carenze proteiche e di carboidrati, possono portare ad un aumento della mortalità neonatale e/o alla nascita di cuccioli sottopeso, nonché a problemi immunitari nei cuccioli stessi.
Anche carenze o eccessi di Vitamine, in particolare Vitamina D e Vitamina A, possono portare a cucciolate meno numerose e/o malformazioni congenite nei cuccioli.
Un’altra carenza che si verifica molto frequentemente è quella di Zinco, che è un elemento fondamentale per numerose funzioni dell’organismo e del sistema immunitario. La sua carenza in gravidanza può portare a cucciolate ridotte e, nei casi più gravi, a riassorbimento fetale. E’ pertanto consigliabile una integrazione di Zinco durante la gestazione.
Integrazioni funzionali nell’alimentazione per la cagna in gravidanza
Come abbiamo già in parte accennato, alcune integrazioni funzionali, come Acido Folico e acidi grassi Omega 3 (EPA e DHA) dovrebbero essere iniziate ancor prima dell’accoppiamento e prolungate durante tutta la gravidanza. L’acido folico è particolarmente importante nelle razze brachicefale per prevenire la palatoschisi
E il Calcio va integrato?
Partiamo dal presupposto che, se la dieta è correttamente bilanciata, aggiungere un supplemento di calcio sotto forma di compresse, fiale o polveri, potrebbe addirittura risultare dannosa. Provocando un’inibizione del PTH (paratormone) con conseguente ipocalcemia post partum (c.d. eclampsia puerperale).
In linea di massima, se la gestante è nutrita con un alimento commerciale completo, questo conterrà già calcio e vitamine in quantità sufficienti a coprire i fabbisogni.
In caso di dieta casalinga, sarà il medico veterinario nutrizionista ad indicarvi gli integratori più corretti da utilizzare e le quantità esatta da somministrare.
La dieta BARF, invece, è una dieta che, di base, non prevede l’uso di integratori, perché il calcio e le vitamine sono fornite attraverso gli alimenti stessi (ossa polpose e organi). Tuttavia, soprattutto durante una fase così delicata come la gravidanza, il consiglio è quello di non improvvisare. Farsi seguire da un medico veterinario nutrizionista esperto in questo tipo di alimentazione permette di evitare problemi.
Infine, l’utilizzo di probiotici può risultare utile in quanto la gravidanza, il parto e l’allattamento rappresentano un momento di forte stress per l’organismo e lo stress è sempre nemico del microbiota intestinale della madre, che sarà poi trasferito ai cuccioli al momento il parto.
Articolo della dott.ssa Marta Batti, DMV
- Published in Marta Batti
Ricette per biscotti per cani fatti in casa
Perché non approfittare di un pomeriggio freddo e piovoso per preparare qualche snack sfizioso per i nostri amici? Ci sono tante ricette per biscotti per cani da provare, adattabili alle esigenze di quasi tutti i nostri amici a quattro zampe.
Possiamo utilizzare vari tipi di farine, di frumento, di riso, di mais… insieme a carne, pesce, latticini ma anche frutta e verdura.
Se vi sono piaciuti i biscotti al pollo e mela, ecco qua altre semplici idee ☺
Biscotti per cani fatti in casa
Oggi vediamo quattro semplici ricette, per tutti i gusti. Realizzate con ingredienti semplici e naturali come fegatini di pollo, merluzzo, ricotta, ma c’è anche una ricetta a base di banana e carota.
Combinando diverse farine e diversi gusti, sarà possibile preparare in casa biscotti sani e sfiziosi anche per cani che presentano qualche problema con alcune proteine.
Mettiamoci ai fornelli!
BISCOTTI AI FEGATINI DI POLLO
- 200 gr di farina di frumento tipo 2 (se non la trovate, andrà bene anche la 0)
- 100 gr di fegatini di pollo
- 1 uovo (facoltativo)
- 1 cucchiaio di olio
- Se necessario, brodo o acqua
- Un pizzico di sale
Frullate i fegatini (verrà una pappetta abbastanza liquida), formate la fontana con la farina e al centro versate i fegatini frullati, il cucchiaio di olio, il sale e l’uovo e impastate.
Se non si aggiunge l’uovo, sarà necessario utilizzare un quantitativo maggiore di brodo o acqua.
Il mio consiglio è di versare un cucchiaio alla volta di liquidi in base alla consistenza dell’impasto, per regolarsi meglio. La quantità dipenderà anche dalla tipologia di farina utilizzata.
Stendete l’impasto ad una altezza di circa mezzo cm, spolverizzandolo con un po’ di farina per non farlo appiccicare al mattarello, e ritagliate i biscotti.
Ponete i biscotti sulla teglia rivestita di carta da forno e cuocete in forno ventilato a 180° per 15 minuti.
BISCOTTI AL MERLUZZO, ORIGANO E PARMIGIANO:
Devo dire che questi biscotti sono i preferiti della mia cagnolina, Tequila!
- 200 gr di farina tipo 2 o, in alternativa, anche tipo 0
- 150 gr di cuori di merluzzo surgelati
- 2 cucchiai colmi di parmigiano grattugiato
- 1 spolverata di origano essiccato
- 2 cucchiai di olio
- Acqua o brodo q.b.
- Un pizzico di sale
Frullate i cuori di merluzzo, formate la fontana con la farina e al centro versate il pesce frullato, il parmigiano, l’origano e un paio di cucchiai di acqua o brodo.
Per Tequila, ho utilizzato del brodo preparato con i ventrigli di pollo, perché lei non ha problemi con questa proteina. Se per i vostri amici invece dovete evitarlo, potete utilizzare una testa di pesce per preparare il brodo, ma anche sostituirlo con della semplice acqua.
Una volta impastato, valutate la consistenza e se necessario aggiungete altro liquido, sempre un cucchiaio alla volta.
Stendete l’impasto ad una altezza di mezzo cm circa, sempre spolverizzandolo con un po’ di farina se dovesse servire, e ritagliate i biscotti.
Cuocete in forno ventilato a 180° per 15 minuti.
In caso di problemi con i latticini, il Parmigiano può tranquillamente essere omesso.

BISCOTTI CON FARINA DI RISO, RICOTTA E PARMIGIANO
Anche questi, super golosi! Perfetti per chi deve evitare il frumento, ma non ha problemi con i latticini. Vengono belli croccantini!
- 200 gr di farina di riso
- 200 gr di ricotta senza lattosio
- 2 cucchiai di parmigiano
- 2 cucchiaio di olio
- Brodo (o acqua) q.b.
- Un pizzico di sale
Formate la fontana con la farina, unite al centro ricotta, parmigiano e olio mescolate con una forchetta. Versate il brodo o l’acqua un cucchiaio alla volta e impastate.
Se necessario, aggiungete altra farina per ottenere la giusta consistenza: l’impasto con farina di riso richiede un po’ più di pazienza e tende a disgregarsi facilmente, io mi aiuto sempre spolverizzando un po’ di farina di riso sia sul piano che sul mattarello per non farlo attaccare.
Ritagliate i biscotti nella forma desiderata, e con attenzione staccateli dal piano e appoggiateli sulla teglia rivestita di carta da forno: per non farli spezzare mi aiuto con una forchetta.
Cuocete in forno ventilato a 180° per 15 minuti.
BISCOTTI CON FARINA DI RISO, BANANA E CAROTA
- 200 gr di farina di riso
- 1 banana ben matura
- 1 carota
- 2 cucchiai di olio
- Brodo o acqua q.b.
- Un pizzico di sale
Tagliate a pezzetti banana e carota e frullatele insieme.
Formate la fontana con la farina ed aggiungete al centro banana e carota frullate, l’olio ed il sale.
Mescolate con una forchetta, quindi aggiungete acqua o brodo secondo necessità per impastare, formando un panetto. Questo impasto è più facile da lavorare rispetto a quello con ricotta.
Stendete l’impasto a mezzo cm di altezza, spolverizzando un po’ di farina di riso se necessario. Ritagliate i biscotti nella forma desiderata, collocateli sulla teglia rivestita con carta da forno e cuocete in forno ventilato a 180° per 15 minuti.
Per la cottura dei biscotti uso carta da forno compostabile: la carta forno normale, infatti, non può essere riciclata ed è sbiancata e rivestita da un sottile strato di silicone che io preferisco evitare: di microplastiche in giro ne abbiamo già troppe ☺
Articolo della dott.ssa Silvia Bernabucci, DMV
- Published in Silvia Bernabucci
Posso dare cibo da tavola al mio cane?
Posso dare da mangiare al mio cane quello che mangio io? Posso dare cibo da tavola al cane?
Sono domande che i proprietari fanno molto spesso ai veterinari.
In linea generale il cibo che noi mangiamo non è tossico per gli animali, ma non tutto è concesso.
In questo articolo vedremo in modo dettagliato cosa possiamo condividere con i nostri amici, tenendo sempre ben presente la loro salute ed il loro benessere.
Oggi i pet sono diventati parte integrante della famiglia e questo fa sì che spesso si abbia la tentazione di voler condividere con il nostro amico a quattro zampe pranzi, cene e snack.
Momento di condivisione e di appagamento sia per il nostro amico che per noi proprietari.
Vediamo nel dettaglio alimenti Si ed Alimenti No.
Cibo da tavola che il cane può mangiare
Il Cane discende dal lupo, di conseguenza rientrano in questa categoria sicuramente tutte le proteine di origine animale, quindi Si a Carne e Pesce.
La carne sia rossa che bianca può essere tranquillamente somministrata ai nostri cani, sia cotta, scottata che cruda (con le giuste precauzioni). Approfondiremo meglio questo argomento in futuro.
L’ unica carne che deve essere data cotta, ben cotta, è la carne di Maiale e di Cinghiale, in quanto da cruda potrebbe trasmettere una malattia mortale, chiamata Malattia di Aujeszky, detta anche pseudorabbia.
Riguardo al pesce, Sì a pesce Bianco come Merluzzo, Nasello, Platessa, Orata e Spigola. No al Pangasio perché è un pesce importato ricco di contaminanti tossici.
Vanno benissimo anche i pesci azzurri come Sarde, Alici, Sgombro e Pesce Spatola.
Attenzione a Tonno e Salmone. Per quanto super apprezzati dai nostri amici non bisogna abusarne, in quanto contaminati da metalli pesanti. Del resto anche noi bipedi dobbiamo fare attenzione al loro eccessivo consumo.
Si anche ai carboidrati, quindi Pasta, Riso altri tipi di cereali sia integrali che non e patate, da dare rigorosamente cotti.
Attenzione però, non tutte le razze riescono a digerire gli amidi. Alcune sono carenti di amilasi, enzima che serve per la digestione degli amidi. Tra queste: il Lupo Cecoslovacco, gli Akita, gli Shiba, il Samoiedo ed ebbene si anche il Barboncino.
Un altro Sì è per le Uova alimento ricco di proteine e vitamine ad alto valore biologico.
Mi raccomando, in ogni caso, fate sempre attenzione nel somministrare questi alimenti a cani che hanno particolari patologie, intolleranze o allergie specifiche.
Frutta e Verdura che il cane può mangiare ma con moderazione
La maggior parte della verdura (spinaci, bieta, cicoria, lattuga, carote, zucca, zucchina, finocchio, cetrioli, sedano) è ricca di vitamine e di antiossidanti, importanti per contrastare l’invecchiamento del nostro organismo. Quindi SÌ, possiamo darle, ma con moderazione poiché sono ricche di fibre e queste in quantità eccessive possono interferire con l’assorbimento di altri nutrienti oltre a poter provocare eccesso di fermentazione e diarree.
Tra le verdure da somministrare con attenzione rientrano anche le Crucifere, ovvero Broccoli, Cavolfiore, Cavoli e Verza che danno a causa dello zolfo che contengono fermentazioni e gas più o meno gravi.
Anche la tanto amata frutta può essere data, (ad eccezione di alcuni tipi. Più avanti dirò quali), ma sempre con moderazione, perché è un alimento ricco di zuccheri e come tale può essere dannoso per il cane, oltre a contenere anche questa una grande quantità di fibre che potrebbero fermentare eccessivamente nell’intestino.
Sempre nella Categoria della moderazione rientrano latte e formaggi che vista la presenza in essi del Lattosio, possono provocare disturbi gastrointestinali.
Cibo da tavola che il cane non può mangiare
Caramelle e gomme da masticare, contengono xilitolo che è un dolcificante altamente dannoso per il cane in quanto un’eccessiva assunzione di questo può portare ad un abbassamento dei livelli di glucosio nel sangue provocando così crisi ipoglicemica che induce una depressione del sistema nervoso centrale.
Cioccolato, cacao, tè e caffè contengono la treobomina che risulta essere tossica per i cani. Ha effetti cardiotossici e può provocare vomito, aritmie, convulsioni e persino morte. Il cioccolato fondente e quello che ne contiene di più ne bastano 50 grammi per intossicare un cane di piccola taglia.
Noci di macadamia possono essere tossiche anche a piccole dosi (4-5 noci per un cane di 10 kg), provocando vomito, tremori, febbre, debolezza agli arti posteriori, dolori addominali e problemi neurologici.
Uva e uvetta sultanina oltre ai classici sintomi di intossicazione, vomito e diarrea, possono danneggiare i reni in modo irreversibile provocando Insufficienza renale.
Aglio e cipolla contengono solfuro di allile che viene liberato nell’organismo una volta ingerito l’alimento, provocando così distruzione dei globuli rossi quindi anemia grave.
Attenzione anche agli Omogeneizzati, che sembrano alimenti innocui, ma per i nostri cani possono essere tossici perché spesso contengono cipolla. Ecco il link all’articolo in cui ne parla la dottoressa Chiara Dissegna.
Avocado foglie frutto e semi di questa pianta contengono una sostanza tossica per il nostro cane, la persina, che in base alla quantità in cui viene ingerita può dare sintomatologia più o meno grave, tra cui vomito, diarrea e distensione addominale.
Semi e noccioli sono tossici i Semi di Mela, i noccioli di Pesca, Ciliegia, Albicocca e Prugna, contengono Cianuro e possono portare al coma.
Alcool e impasto crudo di prodotti da forno contengono etanolo che provoca, vomito, diarrea, perdita della capacità motoria e squilibri metabolici.
In conclusione
Se sospettate che il vostro cane abbia mangiato uno degli alimenti messo nella lista no è consigliabile giocare d’anticipo.
Chiamate immediatamente il vostro veterinario di Fiducia che vi dirà, se lo ritiene opportuno, le modalità corrette per indurre il vomito.
Subito dopo portatelo in clinica per fare ulteriori indagini e qualora fosse necessario ricoverate il cane per monitorarlo nei giorni successivi e fornirgli tutte le cure del caso.
Articolo della Dott.ssa Francesca Parisi DVM
- Published in Francesca Parisi
Alimentazione e cura del cucciolo neonato
Come prendersi cura di un cucciolo neonato?
La cosa più importante è non commettere errori e fare le cose indispensabili per salvare la vita al piccolo.
Quando un cucciolo deve essere alimentato artificialmente?
Quando la mamma non può accudirlo, se il latte della mamma potrebbe causare dei problemi, se è nato sottopeso, se è stato trovato o se la mamma è morta a seguito del parto, dobbiamo essere noi ad aiutare il cucciolo e dobbiamo farlo rapidamente e correttamente.
Ecco cosa fare e come prendersi cura del cucciolo neonato.
Le prime cure al cucciolo neonato
La prima cura, la più importante, è rappresentata dal calore.
Al cucciolo serve calore perché non è in grado di produrlo da solo.
Dobbiamo asciugare accuratamente il cucciolo se bagnato, se siamo in emergenza si possono usare delle bottiglie piene di acqua calda su cui poggiare il cucciolo avvolto in un panno morbido.
Altrimenti possiamo usare tappetini riscaldanti o le lampade apposite.
Una volta riscaldato, lo possiamo alimentare. Mai farlo prima perché se ha una temperatura corporea troppo bassa possiamo causare gravi problemi gastrointestinali.
La seconda cosa da fare è gestire, come farebbe la mamma, l’emissione delle feci e delle urine perché i cuccioli non sono in grado di farlo da soli in quanto non sentono lo stimolo.
Come fare? Stimolando delicatamente la zona genitale e anale del cucciolo con carta morbida, più volte al giorno.
I cuccioli inoltre vanno pesati regolarmente tutti i giorni per monitorare l’accrescimento e vanno tenuti in un luogo pulito.
Alimentazione dei cuccioli orfani. Prendersi cura del cucciolo neonato.
Conosciamo tutti l’importanza del colostro: è il primo latte che deve assumere il cucciolo subito dopo la nascita.
Il colostro è un latte ricchissimo di anticorpi che vengono assorbiti solo nelle prime 24-48 ore di vita.
Se il cucciolo non dovesse assumerlo potrebbe non avere difese immunitarie adeguate ed essere soggetto a tante malattie. Il medico veterinario in questo caso potrà consigliarvi per il meglio.
L’alimentazione ideale per il cucciolo è il latte materno, quando non fosse disponibile possiamo utilizzare il latte artificiale in polvere apposito per cuccioli o gattini.
In emergenza, se non abbiamo a disposizione il latte artificiale, possiamo dare latte di vacca o di capra però dobbiamo diluirlo 50:50, cioè un cucchiaio di latte e uno di acqua.
Va usato però per il tempo più breve possibile perché non è l’alimento ideale per un cucciolo.
Altra raccomandazione è quella di non usare mai latte artificiale per bambini.
È bene tener presente che i cuccioli allattati artificialmente avranno una crescita inferiore rispetto a quelli che assumono il latte della mamma perché spesso sono già inizialmente sofferenti e denutriti. In più il latte artificiale è meno digeribile, avrà meno effetti benefici diretti sul microbiota intestinale e stimolerà meno il sistema immunitario.
Come scegliere un buon latte artificiale?
I latti artificiali in commercio sono di solito bilanciati abbastanza bene come minerali e vitamine, però non possono contenere, a differenza del latte materno, sostanze come enzimi, ormoni, fattori di crescita e immunoglobuline che sarebbero indispensabili per la corretta crescita del cucciolo.
Come facciamo a scegliere tra le varie marche in commercio? E’ bene scegliere un latte con queste caratteristiche: proteine 6-8%, grassi 7.5-8%. Inoltre deve essere addizionato con DHA (omega 3 indispensabili per lo sviluppo del sistema nervoso del cucciolo) e con colostro.
Come preparare il latte artificiale?
Per preparare il latte in polvere servono le stesse attenzioni che si usano per i bambini. Dobbiamo utilizzare acqua oligominerale in bottiglia che è sterile, pulire molto bene le tettarelle e i biberon e poi sterilizzarli (vanno bene anche i contenitori appositi per il microonde).
Di norma il latte artificiale si diluisce in questo modo: una parte di polvere e tre di acqua a temperatura di circa 60° (leggete comunque le indicazioni in etichetta), temperature più alte possono danneggiare le vitamine.
Come somministrare il latte artificiale?
Per somministrare il latte artificiale una volta ricostituito, deve avere una temperatura di circa 30-40° e può essere dato con il biberon che monterà una tettarella morbida idonea alla taglia del cane.
Il cucciolo va tenuto in posizione fisiologica cioè non a pancia in su con la testa all’indietro, ma a pancia in giù con la testa verso l’alto in modo che il latte non vada di traverso.
Esiste anche la possibilità di somministrare il latte con un sondino, cioè un tubicino che va dalla bocca allo stomaco del cucciolo a cui va raccordata una siringa.
Il consiglio è di non improvvisare ma di andare dal veterinario, che insegnerà come fare.

Quanto latte artificiale somministrare al cucciolo?
Le dosi di latte da somministrare sono scritte in etichetta e la quantità è considerata come giornaliera.
Sappiamo che nella prima settimana di vita il cucciolo deve assumere 15 Kcal ogni 100 gr di peso corporeo e il latte ricostituito apporta circa 1-1.5 Kcal ogni ml.
Se il cucciolo pesa 100 grammi dovrà assumere circa 15 ml di latte nel corso della giornata.
Dopo la prima settimana di vita il cucciolo deve assumere 25 Kcal ogni 100 grammi di peso, quindi se pesa 200 grammi dovrà assumere circa 50 ml di latte al giorno suddiviso nelle varie poppate.
Nel gattino si usano 15-20 kcal per 100 grammi. Nei primi 3 giorni di vita le poppate devono essere frequenti cioè ogni 2-3 ore, successivamente fino al decimo giorno ogni 4 ore e poi ogni 6 ore.
Consigli per evitare i problemi legati all’allattamento artificiale
Per evitare i problemi legati all’allattamento artificiale dobbiamo:
- Posizionare il cucciolo correttamente
- Somministrare il latte alla giusta temperatura dopo averlo diluito nel modo corretto
- Somministrare il latte in 1-2 minuti per evitare che lo stomaco del cucciolo si distenda troppo velocemente
- Conservare il latte ricostituito in frigorifero per un massimo di 24 ore
- Mantenere una corretta igiene delle attrezzature e dei cuccioli
- Monitorare la crescita: i cuccioli vanno pesati quotidianamente e annotato il peso.
Teoricamente un cucciolo dovrà crescere 2-4 grammi per kg di peso adulto, quindi un cane che da adulto peserà 10 kg, dovrà crescere 20-40 grammi al giorno. I gattini cresceranno 8-10 grammi al giorno
Articolo della dott.ssa Monica Serenari
- Published in Monica Serenari
I cani possono mangiare le uova?
Le uova rappresentano un alimento completo che non dovrebbe mai mancare nell’alimentazione dei nostri cani.
Sono una importantissima fonte di proteine nobili, vitamine, minerali e se si aggiunge il basso costo e la facile reperibilità si ottiene un alimento eccellente e salutare per tutti.
Per il cane le uova sono molto digeribili, infatti determinano scarsa secrezione di acido cloridrico nello stomaco. Quindi se consumate in quantità non eccessive possono essere considerate molto utili per la salute e lo sviluppo generale.
Devono essere scelte però uova fresche e biologiche provenienti da galline allevate naturalmente senza farmaci o stimolanti chimici.
I cani possono mangiare le uova?
Molti si chiedono se i cani possano assumere questo alimento, la risposta è certamente sì ma con qualche accortezza.
In questo articolo spiegheremo quali sono i principali nutrienti delle uova, i benefici, come e quando è meglio somministrarle.
L’uovo rappresenta un’ottima risorsa per variare l’alimentazione del cane in modo naturale e genuino. Infatti oltre ad essere un concentrato di nutrienti, rappresenta la fonte proteica “ideale” grazie all’abbondanza e all’equilibrio di tutti gli aminoacidi essenziali in esso contenuti.

Quali sono i principali nutrienti delle uova?
Il tuorlo è ricco di grassi, soprattutto insaturi (il 50 % è acido oleico) e fosfolipidi, in particolare di fosfatidilcolina. L’alto contenuto di colina rende le uova un ottimo alleato per la salute del fegato e del cervello.
L’acetilcolina infatti è un neurotrasmettitore chiave per la funzionalità di quest’organo.
Abbondano inoltre le vitamine liposolubili (A, D, K, E), quelle del gruppo B (in particolare la B12) e i minerali come il potassio, il ferro, il selenio, il magnesio e il calcio.
Apporta inoltre due antiossidanti, la luteina e la zeaxantina che intervengono sia a livello immunitario che visivo.
L’albume è un’ottima fonte di proteine di elevata qualità, denominate come “proteine ideali” poiché contengono un alto valore biologico, il che significa che tutte le proteine ingerite vengono mantenute e utilizzate dal corpo.
Infine abbiamo il guscio che possiamo utilizzare come fonte di calcio in quanto è prevalente costituito da carbonato di calcio.Il procedimento è molto semplice: è sufficiente lavarlo e cuocerlo in forno per qualche minuto a 200 °, quindi andrà triturato fino a ridurlo in polvere.
Il guscio di un uovo apporta circa 2.5 g di calcio ( 1/2 cucchiaino da tè= 1000 mg di calcio).
Come è meglio somministrare le uova al cane?
Il modo migliore è darle cotte .
La cottura è molto importante perché inattiva l’avidina (una glicoproteina termolabile presente nell’albume che impedisce l’assorbimento di biotina) e sanifica da eventuali batteri, soprattutto da salmonelle.
La cottura però non dovrebbe essere eccessiva, per ottimizzare sia la digeribilità che l’assorbimento dei nutrienti.
La massima digeribilità è infatti ottenuta dall’uovo che presenta il tuorlo crudo e l’albume appena coagulato, e quindi preferibile cucinare le uova alla coque o in camicia per un tempo che varia dai 1 ai 3 minuti.
Quando è consigliabile somministrare le uova al cane?
Conviene somministrarle specialmente in alcune occasioni:
- nel cucciolo, in gravidanza/allattamento e nell’animale anziano
- nei cani sportivi
- in corso di patologie renali (soprattutto l’albume)
- in corso di patologie epatiche
- nei cani affetti da urolitiasi da urato d’ammonio (es. Dalmata)
- in corso di patologie comportamentali e neurologiche
Quando invece è controindicata la somministrazione di uova al cane?
Ci sono alcuni casi in cui è meglio non somministrare uova. Alcuni degli esempi più importanti sono:
- nei soggetti allergici
- in corso di calcolosi biliare (patologia infrequente nei nostri animali)
Quindi i casi in cui sono controindicate sono veramente pochi!
Le uova sono praticamente un cibo perfetto: prontamente disponibili, semplici da somministrare, convenienti e caratterizzate da un eccellente profilo nutrizionale.
E’ importante però scegliere prodotti freschi e provenienti da galline allevate naturalmente senza farmaci o stimolanti chimici.
Articolo della dott.ssa Laura Mancinelli, DMV
- Published in Laura Mancinelli
L’ormone del buonumore e l’influenza dell’intestino
L’intestino, sia di noi umani che degli animali, dialoga costantemente con il cervello. Influenzando aspetti della vita a cui mai avremmo pensato, nel bene e nel male.
Questo avviene anche attraverso determinate molecole prodotte dal Microbiota intestinale, ovvero dal mix di batteri che popolano l’intestino, e possono cambiare addirittura il nostro carattere!
L’intestino presenta una rete di milioni di cellule nervose in grado, tra le altre cose, di produrre sostanze che giungono fino al cervello. Influenzandone la funzione e quindi il carattere dell’individuo.
La produzione di queste molecole può essere modificata anche dal Microbiota, composto da miliardi di batteri (ma non solo) che popolano l’intestino. Ne è un esempio la Serotonina, chiamata anche ormone della felicità o del buonumore, che viene prodotta in gran parte proprio nell’intestino a partire da un precursore chiamato Triptofano.
Cosa si intende per Ormone del buonumore?
L’ormone del buonumore
In un intestino sano, dal Triptofano si forma Serotonina, che arriva fino al cervello ed è associata appunto al buonumore.
Il Triptofano è un aminoacido che si trova in molte proteine sia del mondo animale che vegetale e viene perciò introdotto normalmente nell’organismo con la dieta.
Ne sono ricchi sia la carne e il pesce che le uova ed i latticini. Perciò è difficile che nei nostri animali si verifichi una carenza di questa sostanza.
La Serotonina viene a sua volta convertita in Melatonina, importantissima molecola in grado di regolare il ciclo sonno-veglia.
Triptofano e infiammazione intestinale
In corso di infiammazione dell’intestino si innesca un meccanismo per cui a partire dal Triptofano, al posto della Serotonina, si formano altre sostanze.
Queste giungono al cervello e qui sono in grado di determinare la morte delle cellule nervose di alcune particolari aree, deputate al controllo del comportamento e del carattere dell’individuo, oltre che alla formazione della memoria recente.
Si è visto che nell’uomo il danno creato a queste cellule può portare a stati di ansia, paure, insonnia, ma anche ad aggressività. E la stessa cosa sembra succedere ai nostri animali.
Il Triptofano negli integratori
Proprio a causa della sua importanza per la produzione dell’ormone del buonumore, il Triptofano è presente in alcuni integratori che vengono spesso prescritti proprio con lo scopo di “calmare” animali ansiosi.
Ma considerando quello che abbiamo detto fino a qui è molto importante non dedicarsi al fai da te, ma chiedere sempre il parere di un Medico Veterinario esperto in comportamento.
Altrimenti, il nostro integratore potrebbe essere addirittura controproducente.

Un intestino sano
L’intestino si infiamma anche quando c’è Disbiosi, cioè una alterazione del Microbiota intestinale.
Questa può essere causata da vari fattori, tra cui alimentazione errata, trattamenti farmacologici e antibiotici in primis, ma anche stress!
Infatti è ormai ben noto come cervello e intestino sono legati a doppio filo e uno può influenzare l’altro.
Perciò, per assicurarci che il nostro animale abbia un intestino sano, è importante offrirgli fin da cucciolo una alimentazione adeguata che sia il più sana, variata e naturale possibile. Ma anche il giusto stile di vita.
Per la sua alimentazione non affidiamoci, anche in questo caso, al fai da te ma chiediamo sempre l’intervento di un Medico Veterinario esperto in Nutrizione, affinché ci consigli al meglio.
Post della Dott.ssa Silvia Bernabucci, DVM
- Published in Silvia Bernabucci
Obesità nel cane e nel gatto
Come per l’uomo, anche per cane e gatto l’obesità è la patologia del secolo.
L’obesità nel cane e nel gatto è una patologia in sè e può causare molte altre patologie.
Vediamo come valutarla, che malattie può causare al nostro cane e gatto e soprattutto come sconfiggerla.
Obesità nel cane e nel gatto
L’obesità è definita come un “eccesso di grasso corporeo tale da causare effetti avversi sulla salute”.
Va quindi considerata a tutti gli effetti una patologia e purtroppo colpisce gran parte dei nostri cani e gatti.
In alcune zone del mondo arriverebbe a interessare il 60% dei nostri animali domestici.
Vediamo insieme come riconoscere, comprendere, prevenire e trattare obesità e sovrappeso.
Come si valuta l’obesità?
Come capire se il proprio cane o gatto è in sovrappeso/obeso?
Sicuramente l’aiuto del proprio veterinario è fondamentale.
Esiste infatti un punteggio chiamato BCS (Body condition score) attraverso il quale è possibile stimare l’eccesso di peso del nostro animale domestico.
Attraverso una valutazione visiva e tramite la palpazione di alcuni distretti specifici il veterinario può attribuire un valore di BCS al suo paziente che va da 1 a 9.
Basandovi sulla tabella seguente potete farvi un’idea del punteggio in cui potrebbe rientrare il vostro animale e, di conseguenza, qual è l’eccesso di peso che dovrebbe perdere.

Available at the WSAVA Global Nutrition Committee Nutritional Toolkit
Conseguenze dell’obesità
Molte persone purtroppo scambiano un animale “paffutello” per un animale in salute e coccolato.
Ma siamo veramente sicuri di fare il bene del nostro cane/gatto andando oltre un punteggio 5 di BCS?
Vediamo quali possono essere i principali effetti collaterali:
- Malattie ortopediche con conseguente zoppia, dolore e intolleranza all’esercizio fisico (artrosi, rottura del legamento crociato, fratture, ecc)
- Diabete, resistenza all’insulina, dislipidemia, lipidosi epatica
- Pancreatite
- Problemi respiratori (soprattutto nelle cosiddette razze “brachicefale come Bulldog, carlini, Boston terrier, ecc)
- Ipertensione
- Malattie dermatologiche, gastrointesinali e delle vie urinarie
- Alcuni tipi di neoplasia
- Aumento del rischio anestesiologico
Fattori predisponenti
Analizziamo ora i principali fattori predisponenti, iniziando da quelli legati al paziente: razza (Labrador e Beagle ad esempio tendono ad essere fortemente predisposti al sovvrappeso), sterilizzazione/castrazione, alcune patologie (ad esempio l’ipotiroidismo), animali molto voraci e microbiota intestinale alterato.
Inoltre ci sono tutta una serie di “cattive abitudini” che possiamo modificare per aiutare il nostro animale a mantenere il peso-forma. Innanzitutto la sedentarietà: per un cane sarà importantissimo uscire in passeggiata anche più volte al giorno mentre per un gatto indoor è fondamentale creare un ambiente casalingo ricco di stimoli.
Veniamo ora alla buona abitudini “a tavola”: non riempire la ciotola ogni volta che la si vede vuota (o addirittura mezza vuota!), fare attenzione al cibo dato dalla tavola ed evitare di far leccare i piatti al cane (anche quello “conta” nelle calorie giornaliere), non eccedere con snack e premietti.
Purtroppo gran parte degli snack per cani e gatti che si trovano in commercio sono molto calorici e spesso anche poco salutari. Molto meglio della carne essiccata, dei pesciolini (ad esempio spratti) essiccati, yogurt intero bianco o le classiche gallette di riso o mais. Per quanto meno calorici, anche questi andranno dosati con moderazione soprattutto in un paziente che deve perdere peso.
Come funziona una dieta ipocalorica
E quando il danno “è fatto”? Come fare a far dimagrire il nostro animale? Sicuramente rivolgendovi al vostro veterinario che imposterà un programma di perdita di peso “ad hoc” per voi.
In linea generale se il vostro animale sta mangiando un alimento secco o umido commerciale è probabile che vi verrà consigliato il passaggio ad un alimento light, sterilised, obesity, moderate calorie, indoor. Tutte queste diciture indicano solitamente alimenti formulati con meno grassi e più fibra, mantenendo però un tenore proteico adeguato nonostante la diminuzione delle kcal.
In un paziente che deve dimagrire dovrete seguire una grammatura specifica, da somministrare in più pasti al giorno e la bilancia da cucina è fondamentale. Alcuni studi infatti hanno dimostrato che bicchieri, tazze o comunque dosatori “fai da te” determinano un inaccuratezza che va dal 18 all’80%. Questo vuol dire che se il vostro cane deve mangiare 100 grammi di crocchette, anche se apponete accuratamente un segno sul bicchiere che usate per dosarle potreste arrivare a darne fino a 180 grammi, insomma quasi il doppio!
Pesate sempre il cibo che date al vostro animale, soprattutto se si tratta di crocchette che, contenendo solo il 7-8% di acqua, sono molto concentrate.

Obesità nel cane e nel gatto, la dieta casalinga
Per questo motivo spesso la razione “dietetica”, per quanto corretta dal punto di vista calorico, può visivamente apparire piuttosto scarsa. Un’alternativa più voluminosa e appagante è rappresentata o dall’umidità o, ancora meglio, da una dieta casalinga fresca che offre una più ampia possibilità di variare in base alle esigenze del paziente.
Se invece il vostro cane o gatto segue già un’alimentazione casalinga questa andrà bilanciata dal medico veterinario nutrizionista in base al peso da raggiungere. Non si tratta solo di “tagliare le calorie” ma è fondamentale dosare correttamente macro e micronutrienti in modo che il vostro animale non rischi di incorrere in carenze. La sazietà è un altro fattore importante: per quanto a dieta il cane/gatto dovrà sentirsi sufficientemente sazio affinchè la dieta non diventi una fonte di stress.
La perdita di peso andrà monitorata attraverso controlli seriali in cui il veterinario valuterà peso e BCS raggiunti così da apportare modifiche al piano nutrizionale quando necessario. Infine una volta raggiunto il “peso forma” che era stato stabilito la razione del vostro cane/gatto andrà nuovamente modificata per impostare un regime di mantenimento che gli permetterà di conservare il peso raggiunto.
Articolo di Denise Pinotti, DMV
- Published in Denise Pinotti
Il cane anziano. Come farlo vivere al meglio?
Ebbene sì, anche i nostri cani invecchiano, nessun cane rimarrà per sempre un cucciolo scatenato.
In questo articolo parleremo dell’anzianità, una fase di vita del nostro cane tanto importante quanto delicata.
Parleremo anche dei cambiamenti che avvengono e di come sostenere al meglio il nostro amico a quattro zampe.
Quando possiamo definire un cane “anziano”?
L’anzianità non è una patologia, ma è uno stadio della vita.
L’età in cui un cane diventa anziano dipende da diversi fattori tra cui la razza, ma soprattutto la taglia.
Infatti un cane di taglia piccola o media viene considerato anziano circa all’età di 7-10 anni, mentre un cane di taglia grande o gigante attorno ai 6-8 anni.
Perché ci interessa stabilire quando un animale diventa anziano?
Ci interessa stabilire quando il nostro cane diventa anziano per riuscire a sostenerlo al meglio, per dargli tutte le attenzioni di cui ha bisogno.
Come i nostri nonni, anche il nostro cane avrà bisogno di diverse cure e di un amore da parte nostra ancora più grande!

È importante mantenere in forma il cane anziano, anche per facilitare i suoi movimenti
Da che cosa ci accorgiamo che il nostro cane sta diventando anziano?
Ci sono diversi cambiamenti che possiamo notare nel nostro cane, cambiamenti del tutto normali:
- Il pelo inizia a diventare grigio o bianco
- La pelle diventa meno elastica
- Insonnia o sonni prolungati
- Dolore alle articolazioni
- Difficoltà nella corsa o nel saltare sul divano
- Diminuzione dell’udito e della vista
- Tartaro e perdita dei denti
- Aumento o perdita del peso
Durante questo periodo l’alimentazione gioca un ruolo fondamentale perché i fabbisogni nutrizionali di un cane anziano cambiano radicalmente.
Come possiamo alimentare il nostro cane anziano al meglio?
Per sapere come alimentare il nostro cane anziano al meglio dobbiamo capire come sta invecchiando: potremmo avere davanti un “anziano giovincello” in gran forma, un cane con patologie concomitanti da tenere sotto controllo, un cane che tende ad ingrassare oppure a perdere peso; capire il soggetto che abbiamo davanti ci aiuterà a scegliere l’alimentazione migliore.
Partiamo dalle proteine: a meno che il nostro cane non soffra di qualche particolare patologia, le proteine non devono spaventarci.
Il cane è un carnivoro e come tale ha bisogno di assumerle; l’unica accortezza che dovremmo avere è di somministrare proteine della carne e del pesce e non proteine dei legumi (perché sono proteine che il nostro cane digerisce con più difficoltà).
Per quanto riguarda i grassi, il nostro cane anziano potrebbe avere difficoltà a digerirli, per questo motivo sarebbe meglio prediligere grassi a media e corta catena (come l’olio di cocco), a discapito di grassi a lunga catena come il burro, lo strutto e il lardo.
Via libera per i grassi insaturi, i grassi che vengono chiamati grassi “buoni”.
La fibra, nell’animale anziano, ha una funzione prebiotica (mantiene in salute i batteri buoni dell’intestino) e aiuta a mantenere l’intestino regolare.
Solitamente gli anziani sono più stitici rispetto ai cani giovani, per questo motivo sarebbe bene aumentare la fibra all’interno del pasto (da prediligere verdure quali zucchine, carote e finocchi).
E gli integratori? Somministrare al nostro cane anziano degli integratori può essere molto utile.
Primi fra tutti gli omega 3, ovvero acidi grassi essenziali che svolgono tantissime funzioni all’interno dell’organismo.
Come l’azione antinfiammatoria che aiuta l’organismo ad affrontare al meglio l’invecchiamento.
Le fonti di omega 3 sono i pesci grassi (come il salmone, lo sgombro e l’orata), ma si trovano anche in capsule o sotto forma di olio.
Altre integrazioni molto utili sono la vitamina C e la vitamina E, potenti antiossidanti; la vitamina C si trova facilmente in farmacia sotto forma di polvere da mettere direttamente nella pappa, mentre la vitamina E si trova in capsule.
Per quanto riguarda il dolore alle articolazioni si possono utilizzare antinfiammatori fitoterapici quali la boswellia e la curcuma.
Proprio perché gli integratori non vanno intesi come sostituti di una dieta sana, varia ed equilibrata, prima di decidere di iniziare a somministrarli al tuo cane chiedi sempre consiglio al tuo Medico Veterinario oppure ad un Nutrizionista Nutravet.
Esistono appunto dei casi specifici che richiedono uno studio più dettagliato sull’individuo perché ogni cane è unico e il nostro compito è conoscerlo, sostenerlo e amarlo per far sì che rimanga con noi per più tempo possibile.
- Published in Alice Chierichetti









