Nutravet.it

Segreteria +39 327 10 40 334
  • Home
  • Nutrizione Veterinaria
  • Team Nutravet
  • Visite e Consulenze nutrizionali
  • BLOG

Gli ingredienti della BARF: cosa mettere nella ciotola del cane?

giovedì, 27 Agosto 2026 by Gruppo Nutravet
ingredienti della BARF

Quando si parla di dieta BARF, una delle prime immagini che viene in mente è probabilmente quella di una ciotola piena di carne cruda. Ma la BARF non è semplicemente “carne cruda”: per essere correttamente formulata deve prevedere diverse categorie di alimenti, ciascuna con un ruolo preciso.

Conoscere gli ingredienti è quindi fondamentale, soprattutto per evitare di trasformare una dieta BARF in una semplice ciotola di carne, che non sarebbe sufficiente a coprire tutti i fabbisogni nutrizionali del cane.

Ossa polpose: le famose OP

Le ossa polpose (OP) sono uno degli elementi caratteristici della BARF. Si tratta di ossa che conservano una quantità di carne e che vengono somministrate crude.

Non tutte le ossa, però, sono adatte. Le ossa nude, già spolpate, e soprattutto quelle cotte devono essere evitate, perché possono rompersi e formare schegge potenzialmente pericolose per l’apparato digerente.

Tra le OP generalmente utilizzate troviamo, per esempio, colli e ali di pollo, quaglie e coniglio. Esistono poi OP più impegnative, come alcune parti di tacchino o di agnello, che richiedono maggiore esperienza e attenzione nella scelta.

Per alcuni cani, come cani molto piccoli, anziani con problemi dentali o cani per i quali la masticazione delle ossa è sconsigliata, è possibile ricorrere alle OP macinate, già preparate oppure ottenute attraverso un apposito macinaossa.

Carne senza osso: la CSO

ingredienti della BARF

La sigla CSO indica la “carne senza osso” e rappresenta un’altra componente importante della BARF.

Qui la parola chiave è varietà. Per bilanciare meglio la composizione della dieta, nel testo viene consigliato di preferire soprattutto carni rosse, come bovino, ovino, bufalo e cavallo, particolarmente interessanti anche per il loro apporto di ferro.

Pollo, tacchino e coniglio possono essere utilizzati, ma secondo il materiale di riferimento è preferibile non farli diventare le uniche fonti di CSO.

E il maiale? Può essere inserito solo cotto, in considerazione del rischio legato alla malattia di Aujeszky, o pseudorabbia.

Pesce e uova: meglio non dimenticarli

Una dieta BARF non deve necessariamente essere composta esclusivamente da carne terrestre. Pesce e uova possono contribuire a rendere più varia la dieta e il testo suggerisce di inserirli almeno una volta alla settimana, preferibilmente due.

Se il cane non gradisce il pesce crudo, può essere cotto. Anche le uova possono essere somministrate crude oppure cotte rapidamente: la cottura dell’albume inattiva infatti l’avidina, una sostanza antinutrizionale presente nell’albume crudo.

La trippa verde: un ingrediente particolare

Tra gli ingredienti della BARF c’è poi un alimento che può mettere a dura prova l’olfatto del proprietario: la trippa verde!

Si tratta dei prestomaci dei ruminanti, come rumine, reticolo e omaso di bovini e ovini. Nel materiale viene preferita quella ovina, mentre viene evidenziata la differenza tra la trippa proveniente da animali allevati al pascolo e quella di animali alimentati principalmente con insilati.

La trippa verde viene considerata un ingrediente importante per la sua componente microbica e viene descritta nel testo come una sorta di probiotico naturale all’interno della dieta BARF.

Gli organi: piccoli alimenti, grandi nutrienti

Se c’è una categoria che non dovrebbe essere dimenticata quando si prepara una BARF, è proprio quella degli organi.

Fegato, cuore, milza, reni e polmoni apportano infatti vitamine e oligoelementi differenti, contribuendo in maniera importante alla completezza nutrizionale della dieta.

Un dettaglio interessante riguarda la definizione stessa di “organo”: dal punto di vista nutrizionale non basta considerare l’anatomia. Per esempio, i durelli di pollo o tacchino sono organi anatomicamente parlando, ma nel testo vengono considerati più simili alla CSO per il loro apporto nutrizionale.

Gli organi, quindi, non sono un ingrediente opzionale da eliminare perché poco gradito: devono essere presenti nelle quantità corrette previste dalla formulazione della dieta.

E le verdure? Poche, ma varie

Anche le verdure possono trovare spazio nella BARF, ma in quantità contenute. Nel materiale viene indicato di non superare, nella maggior parte dei casi, circa il 10% della quantità giornaliera.

È importante inoltre scegliere esclusivamente vegetali adatti al cane e variare le fonti. Cipolla e aglio devono essere esclusi, mentre per altri alimenti vegetali, come melanzane, peperoni e pomodori crudi, viene raccomandata attenzione. Tra le verdure indicate troviamo invece carote, finocchi, bieta, cicoria e sedano.

Oli e grassi: non serve esagerare

Infine troviamo oli e grassi, che completano la composizione della dieta.

Il testo pone particolare attenzione agli Omega-3, che possono essere forniti attraverso olio di pesce, e all’olio di lino, fonte di acido alfa-linolenico (ALA). Vengono inoltre citati olio di cocco e burro come grassi funzionali al benessere intestinale.

Anche in questo caso, però, di più non significa meglio: molti tagli di carne utilizzati nella BARF contengono già una quantità significativa di grassi.

Una dieta BARF non è una semplice ciotola di carne

Ossa polpose, CSO, organi, trippa verde, pesce, uova, verdure e grassi: come abbiamo visto, gli ingredienti della BARF sono numerosi e ognuno ha un ruolo specifico.

Per questo motivo improvvisare una dieta BARF scegliendo semplicemente gli ingredienti “che piacciono al cane” non è sufficiente. La quantità e la proporzione dei diversi alimenti devono essere stabilite in modo da coprire correttamente i fabbisogni nutrizionali del cane.

Se stai pensando di iniziare una dieta BARF, il consiglio è quindi di non improvvisare e di affidarti a un Medico Veterinario esperto in nutrizione, che possa formulare la dieta sulla base delle esigenze specifiche del tuo cane.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

alimentazionealimentazione del cane e del gattoalimentazione frescabarfcanegattoingredienti della barfnutrizione veterinariaorganiossa polposesalute del canesalute del gattoveterinariaveterinario
Read more
  • Published in Maria Mayer
No Comments

Che cos’è la BARF? Tutto quello che c’è da sapere

giovedì, 20 Agosto 2026 by Gruppo Nutravet
Che cos'è la BARF

Negli ultimi anni si sente parlare sempre più spesso di dieta BARF, soprattutto tra i proprietari di cani interessati a un’alimentazione fresca e basata su ingredienti di origine animale. Ma che cosa significa davvero BARF? E soprattutto, consiste semplicemente nel dare carne cruda e ossa al cane?

La risposta è no. La BARF è un vero e proprio sistema alimentare che, se scelto, deve essere organizzato e formulato con attenzione.

Cosa significa BARF?

La parola BARF nasce come acronimo dall’inglese Bones And Raw Food, cioè “ossa e cibo crudi”, oppure Biologically Appropriate Raw Food, “cibo crudo biologicamente appropriato”.

Il metodo è stato sviluppato e diffuso soprattutto grazie al lavoro del medico veterinario australiano Ian Billinghurst e, nel tempo, il termine BARF è stato utilizzato per indicare approcci alimentari anche piuttosto diversi tra loro. Per questo motivo non esiste necessariamente una sola “ricetta BARF”: esistono differenti modalità di formulare una dieta BARF, che devono comunque rispettare alcuni principi fondamentali.

Cosa mangia un cane alimentato con BARF?

La caratteristica principale della BARF è l’utilizzo di alimenti crudi di origine animale, insieme ad altri ingredienti necessari a costruire una dieta completa e bilanciata.

Tra gli elementi che possono comporre la razione troviamo:

  • ossa polpose (OP), cioè ossa ricoperte di carne;
  • carne senza osso (CSO);
  • organi, tra cui fegato, cuore e milza;
  • pesce e uova;
  • verdure;
  • fonti di grassi.

In alcune formulazioni viene utilizzata anche la cosiddetta trippa verde, che corrisponde ai prestomaci dei ruminanti. A differenza della trippa che troviamo normalmente in commercio per il consumo umano, quella utilizzata nella BARF non viene lavata e sbiancata e conserva quindi una ricca componente microbica.

Questo significa che seguire una dieta BARF non equivale a dare semplicemente carne cruda al cane. La varietà degli ingredienti e il corretto bilanciamento della razione sono fondamentali per evitare carenze o eccessi nutrizionali.

Anche le verdure possono essere presenti, ma senza esagerare: il cane ha una capacità di digestione della componente vegetale più limitata rispetto a quella degli alimenti di origine animale.

Quali possono essere i vantaggi della BARF?

Uno degli aspetti più interessanti della BARF è la possibilità di conoscere esattamente gli ingredienti che finiscono nella ciotola del cane. La scelta degli alimenti può inoltre essere molto varia e personalizzata.

Quando viene formulata correttamente, la dieta può fornire attraverso gli alimenti una grande parte dei nutrienti necessari, riducendo la necessità di numerose integrazioni rispetto ad alcune formulazioni casalinghe. Nel materiale di riferimento viene inoltre sottolineata l’importanza degli Omega-3, che possono essere aggiunti attraverso specifici integratori.

Un altro vantaggio è rappresentato dalla palatabilità: molti cani apprezzano particolarmente gli alimenti utilizzati nella BARF e la presenza delle ossa polpose permette anche di soddisfare una naturale attività di masticazione.

Dal punto di vista economico, la situazione può variare molto. L’organizzazione iniziale può richiedere una spesa maggiore, ma una volta impostato il sistema, il costo può essere paragonabile a quello di un buon alimento commerciale. Inoltre, la BARF permette di utilizzare anche tagli e parti dell’animale meno apprezzati nel consumo umano, ma nutrizionalmente interessanti.

BARF: quali sono i rischi?

La BARF non è adatta a tutti i cani. Alcuni cani possono avere difficoltà a tollerare gli alimenti crudi, soprattutto in presenza di particolari sensibilità o problemi intestinali. Anche la presenza delle ossa può rappresentare un problema in alcuni casi, ad esempio per specifiche condizioni comportamentali o cliniche.

Le ossa polpose richiedono particolare attenzione anche perché, se somministrate intere, possono provocare fratture dentarie o, più raramente, lesioni e perforazioni intestinali.

Un altro elemento da considerare riguarda la gestione della dieta all’interno della famiglia. Il materiale sottolinea infatti la necessità di particolare cautela quando in casa sono presenti persone immunocompromesse, come soggetti sottoposti a chemioterapia, bambini molto piccoli o donne in gravidanza. Anche un cane sottoposto a terapie immunosoppressive dovrebbe essere seguito con particolare attenzione.

Quindi la BARF è una dieta giusta o sbagliata?

La risposta non può essere semplicemente “sì” o “no”. La BARF, come qualsiasi altro sistema alimentare, deve essere valutata in relazione al singolo cane.

Può rappresentare una valida possibilità per alcuni cani, ma non necessariamente la scelta migliore per tutti. È importante soprattutto evitare il fai-da-te: una dieta composta da carne, ossa e qualche verdura non è automaticamente una dieta completa.

Se stai pensando di passare alla BARF, il consiglio è quindi di rivolgerti a un Medico Veterinario esperto in nutrizione, che possa valutare lo stato di salute del cane e formulare una razione adeguata alle sue specifiche esigenze.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer

alimentazionealimentazione crudaalimentazione del cane e del gattoalimentazione frescabarfbarf per gatticanegattonutrizione veterinariasalute del canesalute del gattoveterinariaveterinario
Read more
  • Published in Maria Mayer
No Comments

Cani e pomodori: possono mangiarli?

giovedì, 13 Agosto 2026 by Gruppo Nutravet
Cani e pomodori

Il pomodoro è uno degli alimenti che più spesso troviamo sulle nostre tavole, soprattutto durante i mesi estivi. E quando il cane ci guarda mentre mangiamo, può essere difficile resistere a quegli occhi! Ma il cane può mangiare il pomodoro oppure è meglio evitarlo?

La risposta, come spesso accade quando parliamo di alimentazione del cane, è: dipende. Il pomodoro può essere inserito nell’alimentazione del cane, ma bisogna prestare attenzione alla maturazione, alla quantità e alla risposta individuale del cane.

Pomodoro: quali proprietà ha?

Il pomodoro è un alimento composto principalmente da acqua e con un apporto calorico molto basso. Contiene infatti quantità ridotte di grassi, proteine, carboidrati e fibre.

La sua caratteristica più interessante dal punto di vista nutrizionale è però la presenza di vitamina C, vitamina K, folati e antiossidanti, tra cui il licopene, il pigmento responsabile del caratteristico colore rosso del pomodoro.

Quindi sì, il pomodoro può rappresentare un alimento interessante anche per il cane. Ma c’è una questione importante da conoscere: non tutti i pomodori sono uguali.

Il cane può mangiare i pomodori verdi?

Qui dobbiamo fare molta attenzione.

Il pomodoro appartiene alla famiglia delle Solanaceae, che comprende piante caratterizzate dalla presenza di alcuni alcaloidi. Nei pomodori non maturi è presente una maggiore quantità di solanina, motivo per cui i pomodori verdi non sono la scelta adatta per il cane.

Per questo motivo, quando vogliamo offrire pomodoro al cane, è importante scegliere un frutto ben maturo, rosso e morbido. La maturazione comporta infatti una riduzione degli alcaloidi e, contemporaneamente, un aumento del contenuto di licopene.

Attenzione anche a non confondere il colore con la maturazione: alcuni pomodori possono essere rossi esternamente senza essere ancora completamente maturi.

Pomodoro crudo o cotto?

Cani e pomodori

Il pomodoro può essere proposto sia crudo sia cotto. Tuttavia, alcuni cani possono tollerare meno il pomodoro crudo e manifestare disturbi digestivi, come vomito, oppure agitazione dopo il pasto.

Se il cane manifesta questi sintomi dopo aver mangiato pomodoro, è possibile provare a offrirlo cotto e verificare la sua risposta. Se il problema persiste, invece, la scelta migliore è semplicemente eliminare il pomodoro dalla sua alimentazione e utilizzare altre verdure.

Quanto pomodoro può mangiare il cane?

Non esiste una quantità uguale per tutti i cani: la porzione deve essere valutata in relazione alla taglia del cane, alla sua alimentazione complessiva e alle sue esigenze nutrizionali.

Se vogliamo proporre il pomodoro come semplice extra, possiamo iniziare con una quantità molto piccola, per esempio un cubetto delle dimensioni di una nocciola per un cane di piccola taglia oppure una fetta per un cane di taglia grande. Dopo aver verificato la tollerabilità, la quantità potrà eventualmente essere modificata in base alla dieta.

Il pomodoro può essere tagliato a cubetti o a fette senza particolari problemi: essendo un frutto con una fibra piuttosto semplice da digerire, non è necessariamente indispensabile frullarlo come può essere consigliabile fare con altre verdure.

Quando è meglio evitare il pomodoro?

Ci sono alcune situazioni in cui è preferibile non inserirlo nella dieta del cane.

Una particolare attenzione è necessaria nei cani che soffrono di reflusso gastroesofageo o altri disturbi gastrici. Il pomodoro è infatti un alimento acido e, in questi casi, potrebbe contribuire ad accentuare la sintomatologia. Inoltre, il suo contenuto di fibre è piuttosto basso.

Anche la sensibilità individuale deve essere considerata. Se ogni volta che il cane mangia pomodoro compaiono vomito, agitazione o altri disturbi, non ha senso insistere: è possibile scegliere tranquillamente altre verdure.

In definitiva, il cane può mangiare il pomodoro, ma con qualche accortezza. Scegliamolo maturo, iniziamo con piccole quantità e osserviamo sempre la risposta del cane. E soprattutto ricordiamo che un alimento non deve essere necessariamente presente nella dieta solo perché è consentito: la scelta deve tenere conto delle esigenze specifiche del singolo cane e dell’equilibrio complessivo della sua alimentazione.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

alimentazionealimentazione frescacanecane e pomodoroil cane può mangiare il pomodoronutrizione veterinariasalute del caneveterinariaveterinario
Read more
  • Published in Maria Mayer
No Comments

Quando passare al cibo solido i cuccioli: tempi, consigli e come affrontare lo svezzamento

giovedì, 06 Agosto 2026 by Gruppo Nutravet
Quando passare al cibo solido i cuccioli

L’arrivo del momento dello svezzamento è una delle tappe più importanti nella crescita di un cane. Molti proprietari si chiedono quando sia il momento giusto per iniziare a offrire il cibo solido ai cuccioli e come farlo senza creare problemi digestivi o rallentare il loro sviluppo.

Lo svezzamento è il periodo durante il quale il cucciolo passa gradualmente dal latte materno, oppure dal latte artificiale, all’alimentazione solida. Non si tratta soltanto di un cambiamento nella dieta: in questa fase si sviluppano rapidamente l’apparato digerente, il microbiota intestinale, il sistema nervoso e l’intero organismo. Per questo motivo è importante rispettare i tempi del cucciolo ed evitare cambiamenti troppo bruschi.

Quando iniziare lo svezzamento dei cuccioli

In condizioni normali, i cuccioli iniziano ad avvicinarsi al cibo solido tra la terza e la quinta settimana di vita. Tuttavia, non esiste una regola valida per tutti.

Se la mamma è in buona salute, produce latte a sufficienza e la cucciolata cresce regolarmente, è generalmente preferibile attendere almeno la quarta settimana, o addirittura la quinta, prima di iniziare una vera e propria transizione alimentare. In questo modo si favorisce anche il corretto sviluppo della flora intestinale, fondamentale per la salute futura del cane.

Esistono però situazioni particolari in cui è necessario anticipare lo svezzamento. Ad esempio, se i cuccioli vengono alimentati con latte artificiale oppure se la mamma non può allattarli perché deve assumere determinate terapie, può essere opportuno iniziare già intorno alla seconda-terza settimana, sempre seguendo le indicazioni del Medico Veterinario.

Anche nelle cucciolate molto numerose può essere utile introdurre piccole quantità di alimento prima del previsto, così da alleggerire il lavoro della mamma senza interrompere completamente l’allattamento.

Come passare dal latte al cibo solido

Quando passare al cibo solido i cuccioli

Un errore molto comune è pensare che il passaggio al cibo solido possa avvenire da un giorno all’altro. In realtà lo svezzamento è un processo graduale, che richiede tempo e pazienza.

L’ideale è iniziare offrendo piccolissime quantità di alimento quando compaiono i primi dentini, continuando comunque a lasciare che i cuccioli assumano il latte. Le dosi andranno poi aumentate progressivamente nell’arco di una o due settimane, fino a quando il cane sarà in grado di assumere tutta la razione giornaliera senza bisogno del latte.

Questa gradualità permette all’apparato digerente e al microbiota intestinale di adattarsi al nuovo tipo di alimentazione, riducendo il rischio di diarrea, vomito e disbiosi.

Un piccolo accorgimento può fare la differenza: invece di utilizzare un’unica ciotola per tutta la cucciolata, è preferibile mettere a disposizione tante ciotoline quanti sono i cuccioli, più una aggiuntiva. In questo modo si limita la competizione tra i piccoli e si evita che mangino troppo velocemente, ingerendo aria e favorendo coliche o disturbi intestinali.

Quale cibo scegliere per lo svezzamento

La scelta dell’alimento è altrettanto importante quanto il momento in cui iniziare lo svezzamento.

Chi desidera alimentare il cane con una dieta naturale dovrebbe affidarsi a un Medico Veterinario esperto in nutrizione, perché i fabbisogni nutrizionali durante la crescita sono molto specifici e richiedono un bilanciamento accurato.

Se invece si sceglie un alimento industriale, è fondamentale che sia un alimento completo specifico per cuccioli. Questi prodotti sono formulati per fornire una maggiore densità energetica e tutti i nutrienti necessari a sostenere la rapida crescita del cane.

È consigliabile controllare sempre l’etichetta, privilegiando prodotti che riportino una fonte proteica di origine animale tra i primi ingredienti. Allo stesso tempo, durante lo svezzamento è preferibile evitare alimenti con elevate quantità di legumi, che possono rendere la digestione più impegnativa in una fase già delicata.

Particolare attenzione merita anche la presenza degli Omega-3, acidi grassi essenziali che contribuiscono al corretto sviluppo del sistema nervoso e delle funzioni cognitive del cucciolo.

Meglio alimento umido o secco?

La scelta tra alimento umido e secco dipende soprattutto dall’età dei cuccioli.

Se lo svezzamento deve iniziare molto precocemente, quando i dentini non sono ancora comparsi, un alimento umido completo rappresenta generalmente la soluzione più semplice.

Quando invece il passaggio avviene nei tempi fisiologici, tra la terza e la quinta settimana, è possibile utilizzare tranquillamente un alimento secco specifico per cuccioli. Se i piccoli vengono alimentati con latte artificiale, le crocchette possono essere inizialmente ammorbidite con il latte. Al contrario, se ricevono ancora il latte materno, questo passaggio non è necessario.

Infine, è importante ricordare che durante lo svezzamento possono comparire lievi alterazioni intestinali. In questi casi è sempre opportuno confrontarsi con il Medico Veterinario: spesso il supporto di un probiotico può aiutare a sostenere l’equilibrio del microbiota intestinale, evitando interventi non necessari e rispettando una fase fondamentale dello sviluppo del cane.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

alimentazionealimentazione frescaalimentazione per cucciolicanecucciolinutrizione veterinariasalute del caneveterinariaveterinario
Read more
  • Published in Maria Mayer
No Comments

Recent Posts

  • Quali sono le caratteristiche di una buona dieta per cane e gatto?
  • Gli ingredienti della BARF: cosa mettere nella ciotola del cane?
  • Che cos’è la BARF? Tutto quello che c’è da sapere
  • Cani e pomodori: possono mangiarli?
  • Quando passare al cibo solido i cuccioli: tempi, consigli e come affrontare lo svezzamento

Recent Comments

  1. Animali e invecchiamento su Acidi grassi essenziali Omega-3 e Omega-6 per cane e gatto. Perché sono importanti?
  2. Animali e invecchiamento su Olio di cocco vergine per il cane. Cos’è, a cosa serve e come usarlo
  3. Animali e invecchiamento su Cos’è la disbiosi intestinale?
  4. Animali e invecchiamento su L’acqua il più importante dei nutrienti
  5. Analdrüsen - Probleme, Ursachen, Lösungen und Vorbeugung - DOGS AND FOODS su Psillio. Che cos’è, quali proprietà ha e come utilizzarlo.

Recent Posts

  • caratteristiche di una buona dieta per cane e gatto

    Quali sono le caratteristiche di una buona dieta per cane e gatto?

    Quando scegliamo cosa mettere nella ciotola del...
  • ingredienti della BARF

    Gli ingredienti della BARF: cosa mettere nella ciotola del cane?

    Quando si parla di dieta BARF, una delle prime ...
  • Che cos'è la BARF

    Che cos’è la BARF? Tutto quello che c’è da sapere

    Negli ultimi anni si sente parlare sempre più s...
  • Cani e pomodori

    Cani e pomodori: possono mangiarli?

    Il pomodoro è uno degli alimenti che più spesso...
  • Quando passare al cibo solido i cuccioli

    Quando passare al cibo solido i cuccioli: tempi, consigli e come affrontare lo svezzamento

    L’arrivo del momento dello svezzamento è ...

Commenti recenti

  • Animali e invecchiamento su Acidi grassi essenziali Omega-3 e Omega-6 per cane e gatto. Perché sono importanti?
  • Animali e invecchiamento su Olio di cocco vergine per il cane. Cos’è, a cosa serve e come usarlo
  • Animali e invecchiamento su Cos’è la disbiosi intestinale?
  • Animali e invecchiamento su L’acqua il più importante dei nutrienti
  • Analdrüsen - Probleme, Ursachen, Lösungen und Vorbeugung - DOGS AND FOODS su Psillio. Che cos’è, quali proprietà ha e come utilizzarlo.

Archives

  • Settembre 2026
  • Agosto 2026
  • Luglio 2026
  • Giugno 2026
  • Maggio 2026
  • Aprile 2026
  • Marzo 2026
  • Febbraio 2026
  • Gennaio 2026
  • Dicembre 2025
  • Novembre 2025
  • Ottobre 2025
  • Settembre 2025
  • Agosto 2025
  • Luglio 2025
  • Giugno 2025
  • Maggio 2025
  • Aprile 2025
  • Marzo 2025
  • Febbraio 2025
  • Gennaio 2025
  • Dicembre 2024
  • Novembre 2024
  • Ottobre 2024
  • Settembre 2024
  • Agosto 2024
  • Luglio 2024
  • Giugno 2024
  • Maggio 2024
  • Aprile 2024
  • Marzo 2024
  • Febbraio 2024
  • Gennaio 2024
  • Dicembre 2023
  • Novembre 2023
  • Ottobre 2023
  • Settembre 2023
  • Agosto 2023
  • Luglio 2023
  • Giugno 2023
  • Maggio 2023
  • Aprile 2023
  • Marzo 2023
  • Febbraio 2023
  • Gennaio 2023
  • Dicembre 2022
  • Novembre 2022
  • Ottobre 2022
  • Settembre 2022
  • Agosto 2022
  • Luglio 2022
  • Giugno 2022
  • Maggio 2022
  • Aprile 2022
  • Marzo 2022
  • Febbraio 2022
  • Gennaio 2022
  • Dicembre 2021
  • Novembre 2021
  • Giugno 2017

Categories

  • Alice Chierichetti
  • Carmine Salese
  • Chiara Dissegna
  • Cinzia Ciarmatori
  • Denise Pinotti
  • Francesca Parisi
  • Giulia Moglianesi
  • Laura Mancinelli
  • Maria Mayer
  • Marta Batti
  • Monica Serenari
  • Silvia Bernabucci
  • Uncategorized
  • Web Design

Meta

  • Registrati
  • Accedi
  • Feed dei contenuti
  • Feed dei commenti
  • WordPress.org

gruppo Nutravet

Il gruppo Nutravet è un team di veterinari liberi professionisti, distribuiti in diverse regioni di Italia, che si occupano in modo prevalente di nutrizione animale.

telefono e whatsapp

Scrivici via Whatsapp o chiamaci al
327 10 40 334

E-mail

info@nutravet.it

orari di segreteria

Dal lunedì al venerdì
dalle 11:00 alle 13:00 e dalle 14:00 alle 19:00

SITO

Home

Team Nutravet

Visite e Consulenze Nutrizionali

Nutrizione Veterinaria

Blog

INFO

FAQ
Telemedicina

Privacy Policy

Cookie Policy

Termini e Condizioni

TOP