caratteristiche di una buona dieta per cane e gatto

Quali sono le caratteristiche di una buona dieta per cane e gatto?

Quando scegliamo cosa mettere nella ciotola del nostro cane o gatto, ci lasciamo spesso guidare dal prezzo, dalle abitudini, dalla pubblicità o magari dalla confezione più accattivante. Ma quali sono davvero le caratteristiche che dovrebbe avere una dieta adatta a cane e gatto?

Prima di scegliere un alimento o uno specifico stile alimentare, ci sono alcuni aspetti fondamentali da considerare. Una dieta non dovrebbe essere valutata soltanto perché piace al cane o al gatto o perché viene presentata come “naturale”: bisogna capire se è realmente adatta alle sue esigenze.

La dieta deve essere sicura

Il primo requisito è probabilmente il più importante: la dieta deve essere sicura.

Questo significa che gli alimenti proposti non devono rappresentare un pericolo per la salute del cane o del gatto, né nell’immediato né nel lungo periodo. Bisogna quindi prestare attenzione alla possibile presenza di microrganismi, sostanze tossiche o altri elementi potenzialmente dannosi.

Un alimento può quindi sembrare appetibile e di buona qualità, ma se non è sicuro non può essere considerato una scelta adeguata.

Completa e bilanciata: non sono la stessa cosa

Un’altra caratteristica fondamentale è che la dieta sia completa, cioè che fornisca tutti i nutrienti necessari nelle quantità appropriate, evitando sia le carenze sia gli eccessi.

Ma non basta. La dieta deve essere anche bilanciata, ovvero deve rispettare determinati rapporti ed equilibri tra i nutrienti, così da sostenere la salute del cane o del gatto nel tempo.

Questo è uno dei motivi per cui preparare una dieta casalinga senza una corretta formulazione può essere rischioso: scegliere ingredienti singolarmente “sani” non significa automaticamente ottenere una dieta completa e bilanciata.

Quanto è importante la digeribilità?

caratteristiche di una buona dieta per cane e gatto

Un aspetto a cui si presta spesso poca attenzione è la digeribilità.

Un alimento altamente digeribile permette infatti al cane o al gatto di assorbire e utilizzare una maggiore quantità dei nutrienti che contiene. Al contrario, ciò che non viene digerito e assorbito prosegue lungo il tratto intestinale fino a essere eliminato con le feci.

Anche l’osservazione delle feci può quindi fornire qualche informazione interessante: feci molto abbondanti possono essere un segnale da non ignorare, soprattutto se associate ad altri disturbi.

E poi deve piacere!

Sembra scontato, ma una dieta deve essere anche appetibile: deve cioè essere gradita al cane o al gatto.

E qui le cose possono diventare un po’ più complicate! 😅 Alcuni cani sono particolarmente disponibili ad assaggiare praticamente qualsiasi cosa, mentre con alcuni cani e soprattutto con molti gatti la scelta dell’alimento può trasformarsi quasi in una puntata di MasterChef.

Una dieta perfettamente formulata, ma che il cane o il gatto rifiuta, difficilmente sarà una soluzione praticabile nel quotidiano.

La dieta ideale deve essere anche fattibile

C’è poi un aspetto molto concreto, che spesso viene dimenticato: la dieta deve essere compatibile con la vita quotidiana della famiglia.

Bisogna infatti considerare non soltanto le caratteristiche del cane o del gatto, ma anche il tempo disponibile, la possibilità di seguire correttamente le indicazioni e naturalmente i costi.

Per esempio, se sappiamo di non avere il tempo o la precisione necessari per preparare correttamente una dieta casalinga, potrebbe essere preferibile scegliere un buon alimento industriale piuttosto che improvvisare una dieta incompleta.

Non esiste una dieta perfetta per tutti

Fin qui abbiamo parlato delle caratteristiche generali che una dieta dovrebbe possedere, ma c’è un altro principio fondamentale: la dieta deve essere adatta al singolo soggetto.

Età, stato fisiologico, stile di vita e soprattutto eventuali problemi di salute possono modificare completamente la scelta.

Un cane con determinate patologie, per esempio, potrebbe avere necessità nutrizionali molto diverse rispetto a un cane sano. Nel materiale viene citato il caso dei calcoli urinari di struvite e degli urati, per i quali la composizione della dieta può dover essere modificata in funzione del tipo di calcolo presente.

Queste valutazioni devono essere effettuate dal Medico Veterinario che segue il cane o il gatto, soprattutto quando è presente una patologia.

Cane e gatto non sono piccoli esseri umani

Un errore molto comune è pensare all’alimentazione di cane e gatto utilizzando gli stessi criteri che utilizziamo per noi.

Ma cane e gatto hanno esigenze nutrizionali specifiche, che non possiamo semplicemente sovrapporre a quelle dell’essere umano. Il gatto, in particolare, è un carnivoro stretto e presenta caratteristiche nutrizionali che devono essere considerate attentamente quando si sceglie la sua dieta.

Per questo una dieta basata sugli avanzi della tavola, con pasta, pane, sugo e qualche alimento aggiunto “a caso”, non può essere considerata una dieta correttamente formulata.

E attenzione anche agli alimenti che per noi sono perfettamente innocui: non significa che lo siano necessariamente per cane e gatto. Un esempio è l’uva, che può essere altamente tossica.

Non lasciamoci guidare solo dalle mode

Grain free, pressato a freddo, BARF, dieta casalinga, alimento naturale… nel mondo dell’alimentazione di cane e gatto le proposte sono davvero tantissime.

Il problema non è necessariamente il nome dello stile alimentare, ma il fatto che non basta un’etichetta o uno slogan per stabilire se una dieta sia adatta. Anche chi si informa con attenzione può incontrare informazioni incomplete o fuorvianti.

Quando scegliamo cosa dare da mangiare al nostro cane o al nostro gatto, quindi, proviamo a fare un passo indietro e a porci alcune semplici domande: è sicuro? È completo? È bilanciato? È digeribile? È appetibile? È adatto a quel particolare cane o gatto? Ed è realmente fattibile per la famiglia?

Sono queste le caratteristiche da cui partire per fare una scelta consapevole, molto più degli slogan stampati sulla confezione.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer

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