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Al cane non piacciono le crocchette: come capirlo davvero?

giovedì, 26 Marzo 2026 by Gruppo Nutravet
Al cane non piacciono le crocchette

Non tutti i cani mangiano le crocchette con entusiasmo. Alcuni le divorano in pochi secondi, altri invece le guardano, le annusano… e se ne vanno. A quel punto nasce il dubbio: al cane non piacciono le crocchette oppure c’è qualcosa che non va?

Capire la differenza è fondamentale. Perché sì, anche il cane può avere gusti alimentari, ma il rifiuto del cibo può essere anche un segnale di malessere.

Anche il cane ha i suoi gusti

Può sembrare strano, ma è così: il cane può avere preferenze alimentari ben definite. Non tutti i cibi piacciono allo stesso modo e alcune crocchette possono risultare poco appetibili per quel singolo cane.

Questo non significa che smetterà sempre di mangiarle. Spesso il cane, spinto dalla fame, finirà comunque il pasto. Ma il modo in cui si comporta davanti alla ciotola può dirti molto.

I segnali che le crocchette non piacciono

Al cane non piacciono le crocchette

Quando al cane non piace quello che ha nella ciotola, i segnali possono essere diversi e abbastanza chiari:

  • Mangia controvoglia o molto lentamente
  • Inizia il pasto ma non lo termina
  • Rimane davanti alla ciotola senza entusiasmo
  • Salta un pasto, ma poi mangia quello successivo
  • Cerca altro cibo, ad esempio chiedendo dalla tavola

In alcuni casi, il cane può anche mettere in atto comportamenti particolari come rovesciare la ciotola o cercare di coprire il cibo con il muso o con le zampe, quasi a volerlo “nascondere”.

Non è sempre solo una questione di gusto

Attenzione però: non bisogna fermarsi alla prima impressione. Se il cane rifiuta le crocchette, non è detto che sia solo perché non gli piacciono.

Dietro questo comportamento possono esserci altre cause:

  • Nausea o disturbi gastrointestinali
  • Dolore
  • Stress o disagio emotivo
  • Cambiamenti nella routine

Il cane comunica anche attraverso il cibo, quindi è importante osservare il contesto generale e non solo quello che succede nella ciotola.

Quando preoccuparsi davvero

Ci sono situazioni in cui il rifiuto del cibo richiede attenzione immediata. In particolare, è importante non sottovalutare se:

  • Il cane salta più pasti consecutivi
  • Sono presenti sintomi come vomito, diarrea o nausea
  • Noti perdita di peso, anche lieve
  • Il cane è apatico, meno attivo del solito
  • Ci sono altri segnali come aumento della sete o debolezza

In questi casi, il consiglio è chiaro: contatta il medico veterinario. Meglio fare un controllo in più che ignorare un possibile problema.

Il cane è “viziato”? Meglio cambiare prospettiva

Spesso si sente dire che il cane “fa i capricci” o è “viziato”. In realtà, questa interpretazione rischia di semplificare troppo la situazione.

Il cane non ragiona in termini di capriccio. Se rifiuta il cibo, sta esprimendo qualcosa:
👉 un gusto personale
👉 un disagio fisico
👉 una difficoltà emotiva

Il punto non è giudicare, ma capire il motivo reale.

Come rendere le crocchette più appetibili

Se hai escluso problemi medici e il cane è in salute, puoi provare a rendere le crocchette più invitanti.

Alcune strategie utili:

  • Cambiare gusto o marca
  • Aggiungere una piccola quantità di cibo umido completo
  • Usare insaporitori naturali come parmigiano o grana (con moderazione)
  • Integrare con polveri di carne o pesce essiccati
  • Aggiungere piccole quantità di yogurt o ricotta, valutando la tolleranza

Attenzione però alle quantità: ogni aggiunta modifica l’equilibrio nutrizionale e calorico della dieta.

In conclusione

Se al cane non piacciono le crocchette, i segnali ci sono e spesso sono abbastanza evidenti. Ma non bisogna fermarsi alla superficie.

Osservare il comportamento, valutare eventuali altri sintomi e, quando serve, chiedere supporto al medico veterinario è il modo migliore per capire cosa sta succedendo davvero.

Perché dietro una ciotola piena lasciata a metà, c’è sempre un motivo.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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Il gatto rovescia i croccantini: da cosa dipende?

giovedì, 19 Marzo 2026 by Gruppo Nutravet
Il gatto rovescia i croccantini

Se vivi con un gatto, è molto probabile che ti sia già capitato: metti i croccantini nella ciotola e poco dopo li trovi sparsi sul pavimento. E magari il gatto, dopo averli buttati fuori, li mangia tranquillamente da terra. Un comportamento curioso, a volte frustrante, ma che in realtà ha sempre un motivo.

Capire perché il gatto butta i croccantini fuori dalla ciotola è importante, perché spesso non si tratta di un semplice “capriccio”, ma di un segnale da non ignorare.

Gioco, noia e comportamento predatorio

Il gatto è un predatore. Anche quando vive in casa, mantiene un forte istinto di caccia. I croccantini, piccoli e leggeri, possono facilmente trasformarsi in “prede” da inseguire.

In molti casi, quindi, buttare il cibo fuori dalla ciotola è semplicemente un modo per attivare un comportamento di gioco e predazione. Questo succede soprattutto quando il gatto si annoia o ha poche occasioni di stimolo durante la giornata.

La noia, però, non va sottovalutata. Se si protrae nel tempo, può trasformarsi in una forma di disagio più profondo, portando il gatto a sviluppare comportamenti ripetitivi o poco funzionali.

Ansia e cambiamenti nell’ambiente

Il gatto rovescia i croccantini

Un altro motivo possibile è l’ansia. Il gatto è molto sensibile ai cambiamenti: un trasloco, una nuova persona in casa o anche modifiche nella routine quotidiana possono influenzare il suo comportamento.

In questi casi, buttare il cibo fuori dalla ciotola può diventare un modo per scaricare tensione o gestire uno stato emotivo alterato. Spesso questo comportamento nasce come gioco, ma con il tempo può essere associato a uno stato di agitazione.

Nausea o problemi medici

Non bisogna escludere una causa fisica. Se il gatto associa un alimento a una sensazione di malessere, può cercare di allontanarlo. Questo può tradursi proprio nel gesto di buttare i croccantini fuori dalla ciotola.

Quando dietro c’è nausea o un problema medico, possono comparire anche altri segnali come vomito, diarrea, stipsi o cambiamenti nell’appetito. Tuttavia, non sempre questi sintomi sono evidenti.

Per questo motivo, se il comportamento è frequente o improvviso, è importante confrontarsi con il medico veterinario per escludere eventuali problemi di salute.

Fatica delle vibrisse: un dettaglio spesso sottovalutato

Le vibrisse del gatto sono estremamente sensibili. Quando il gatto mangia da una ciotola troppo stretta o profonda, le vibrisse toccano continuamente i bordi, creando una sensazione fastidiosa.

Questa condizione, chiamata stress delle vibrisse, può spingere il gatto a tirare fuori il cibo per mangiarlo in una posizione più confortevole. Se il gatto butta i croccantini a terra e poi li mangia senza problemi, questa è una delle prime cause da considerare.

Semplicemente non gli piace quel cibo

I gatti possono essere molto selettivi. A volte il problema è più semplice del previsto: il gatto non gradisce quel determinato alimento.

In questo caso, buttare il cibo fuori dalla ciotola può essere un modo per rifiutarlo. Non c’è necessariamente nausea o malessere, ma solo una preferenza alimentare ben precisa.

Cosa fare se il gatto butta i croccantini fuori dalla ciotola

La prima cosa da fare è osservare il contesto. Questo comportamento è sporadico o frequente? Ci sono altri segnali associati?

Alcuni accorgimenti utili possono essere:

  • Cambiare la ciotola, scegliendone una più larga e bassa
  • Aumentare gli stimoli ambientali, con giochi e attività
  • Valutare la qualità e l’appetibilità del cibo

Se però il comportamento persiste, è importante non fermarsi ai tentativi “fai da te”. Le cause possono essere diverse e non sempre facili da distinguere.

Il supporto di un medico veterinario, meglio se esperto in comportamento, è fondamentale per capire se si tratta di un problema emotivo, medico o nutrizionale e intervenire nel modo corretto.

In conclusione

Quando il gatto butta i croccantini fuori dalla ciotola, sta comunicando qualcosa. Può essere noia, stress, fastidio fisico o semplicemente una preferenza alimentare.

Osservare, fare piccoli cambiamenti e, se necessario, chiedere aiuto sono i passi giusti per comprendere davvero questo comportamento e migliorare il benessere del gatto.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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Il cane mangia aglio: cosa succede davvero?

giovedì, 12 Marzo 2026 by Gruppo Nutravet
Il cane mangia aglio

L’aglio è un ingrediente molto presente nella cucina umana e spesso viene citato anche nei rimedi tradizionali per la salute. Non è raro, infatti, sentire dire che potrebbe essere utile contro i parassiti intestinali. Quando però si parla di alimentazione del cane, la situazione cambia. Se il cane mangia aglio, in alte dosi, è importante sapere che possono esserci rischi reali per la sua salute.

Aglio e famiglia delle Allium

L’aglio appartiene al genere Allium, lo stesso gruppo botanico di cipolla, scalogno e altri bulbi noti per la loro tossicità nei confronti di cane e gatto. Nell’alimentazione umana l’aglio viene utilizzato da secoli sia come alimento sia come rimedio naturale grazie alla presenza di numerosi composti bioattivi. Alcune ricerche hanno dimostrato che queste sostanze possiedono attività antibatteriche e altre proprietà interessanti, osservate soprattutto in laboratorio.

Tuttavia, ciò che può avere effetti positivi in vitro non è necessariamente sicuro per il cane o per il gatto. L’organismo di questi animali, infatti, gestisce in modo diverso alcune sostanze presenti nell’aglio, che possono risultare difficili da neutralizzare.

Perché l’aglio è pericoloso per il cane

Il cane mangia aglio


Il problema principale dell’aglio è la presenza di composti solforati con forte attività ossidante. Tra questi, uno dei più rilevanti è il N-propyl-disulfide. Queste molecole possono danneggiare i globuli rossi del cane, provocando la loro distruzione, un processo chiamato emolisi.

I globuli rossi del cane sono più sensibili allo stress ossidativo rispetto a quelli umani. Questo significa che il cane è meno efficace nel proteggere queste cellule dai danni provocati da determinate sostanze chimiche. Quando l’emolisi diventa importante, può comparire un’anemia anche grave.

I sintomi non arrivano subito

Uno degli aspetti più insidiosi dell’intossicazione da aglio è che i sintomi non compaiono immediatamente. Nella maggior parte dei casi iniziano 3–4 giorni dopo l’ingestione, ma talvolta possono manifestarsi anche una settimana o più tardi.

Quando i segni clinici diventano visibili, il danno ai globuli rossi è spesso già in corso. Tra i sintomi più comuni si possono osservare:

  • apatia e abbattimento
  • perdita di appetito
  • debolezza
  • respiro accelerato
  • vomito o diarrea

In alcuni casi possono comparire segnali più evidenti come ingiallimento della sclera (la parte bianca dell’occhio) oppure urine molto scure, simili al colore della cola.

Qual è la quantità tossica?

Stabilire una dose precisa non è semplice. Le informazioni disponibili suggeriscono che quantità superiori a 5 grammi di aglio per kg di peso corporeo possano rappresentare un rischio significativo, ma la sensibilità può variare da cane a cane.

Alcune razze, come Akita e Shiba Inu, sembrano essere più sensibili a questo tipo di tossicità. Anche i cani anziani possono reagire in modo più marcato rispetto ai soggetti giovani.

Cosa fare se il cane ha mangiato aglio

Se vi accorgete che il cane ha ingerito aglio, la cosa più importante è contattare subito il medico veterinario e fornire tutte le informazioni utili per valutare il rischio. In particolare:

  • quando è stato ingerito l’aglio
  • se era crudo o cotto (crudo è generalmente più tossico)
  • la quantità approssimativa ingerita
  • peso, età e razza del cane

Se l’ingestione è recente, il veterinario potrebbe decidere di indurre il vomito o eseguire una lavanda gastrica per ridurre l’assorbimento delle sostanze tossiche. Quando invece i sintomi sono già presenti, non esiste un antidoto specifico e può essere necessario un trattamento intensivo di supporto.

Meglio prevenire

L’idea di utilizzare l’aglio come rimedio naturale per il cane deriva da tradizioni molto diffuse, ma oggi sappiamo che i rischi possono superare i possibili benefici.

In caso di dubbio, la regola è semplice: se il cane mangia aglio ad alte dosi rispetto alla taglia, non aspettare la comparsa dei sintomi. Contattare il veterinario il prima possibile può fare una grande differenza nella gestione della situazione.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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Il cane ha sempre fame: perché succede?

giovedì, 05 Marzo 2026 by Gruppo Nutravet
Il cane ha sempre fame

Quante volte ti è capitato di incrociare lo sguardo del tuo cane mentre mangi e avere la sensazione che non sia mai sazio? Oppure di vederlo finire la sua razione in pochi secondi e cercarne subito ancora? La domanda è più che legittima: perché il cane sembra avere sempre fame?

La risposta non è unica. Il senso di sazietà nel cane dipende da diversi fattori, sia fisici che metabolici, e in alcuni casi anche genetici o patologici. Capire cosa c’è dietro questo comportamento è fondamentale per evitare errori che, nel tempo, possono compromettere la salute del cane.

Come funziona il senso di sazietà nel cane

Il cane ha sempre fame

Il senso di sazietà nasce da un insieme di segnali. Da una parte c’è la distensione dello stomaco, quindi un meccanismo “meccanico”: quando lo stomaco si riempie, invia segnali al cervello. Dall’altra entrano in gioco stimoli “chimici”, legati alla composizione del pasto.

In particolare, proteine di origine animale e grassi contribuiscono in modo significativo alla sensazione di pienezza. Non tutti i pasti, quindi, hanno lo stesso potere saziante. Un alimento poco bilanciato o povero di nutrienti chiave può lasciare il cane con una fame persistente anche dopo aver mangiato.

Genetica e predisposizione: alcuni cani hanno più fame di altri

Non tutti i cani hanno lo stesso rapporto con il cibo. Alcune razze mostrano una predisposizione genetica a una maggiore motivazione alimentare. È il caso del Labrador Retriever, in cui è stata identificata una mutazione (POMC) associata a una ridotta percezione della sazietà e a una maggiore tendenza all’aumento di peso.

Questo significa che in alcuni soggetti la fame non è solo “ingordigia”, ma una reale difficoltà nel percepire quando è il momento di smettere di mangiare.

Sterilizzazione, metabolismo e aumento dell’appetito

Un altro fattore molto importante è la sterilizzazione. Dopo la sterilizzazione o la castrazione, il metabolismo del cane tende a rallentare a causa della diminuzione degli ormoni sessuali. Questo comporta un minor dispendio energetico.

Il risultato? Il cane può avere più fame pur avendo bisogno di meno calorie. È una combinazione che, se non gestita correttamente, porta facilmente all’aumento di peso. Nelle femmine il calo metabolico è spesso ancora più evidente.

Quando la fame è un segnale di una patologia

In alcuni casi la fame eccessiva può essere il campanello d’allarme di un problema medico. Tra le condizioni più comuni troviamo:

  • Ipotiroidismo
  • Sindrome di Cushing
  • Diabete mellito

Queste patologie possono determinare un aumento dell’appetito, talvolta senza sintomi eclatanti nelle fasi iniziali. Se il cane mangia molto ma perde peso, oppure mostra altri cambiamenti (più sete, più urina, apatia), è fondamentale rivolgersi al medico veterinario.

Cosa succede se il cane mangia troppo

Un eccesso occasionale può causare disturbi digestivi, dolore addominale o eccessiva dilatazione gastrica. Ma il vero problema è l’eccesso cronico.

Se il cane assume più calorie di quelle che consuma, ingrassa. E l’obesità nel cane non è un dettaglio estetico: è una malattia a tutti gli effetti. Un cane obeso ha un rischio maggiore di sviluppare patologie articolari, metaboliche e cardiovascolari e, secondo diversi studi, vive meno rispetto a un cane normopeso.

Cosa fare se il cane ha sempre fame

Prima di tutto, serve un dato oggettivo: il peso.

Pesa il cane al mattino, a digiuno, prima della passeggiata, usando sempre la stessa bilancia. Ripeti la pesata dopo 15 giorni nelle stesse condizioni.

  • Se il cane perde peso, la fame potrebbe essere giustificata e va approfondita con il veterinario.
  • Se mantiene o aumenta il peso, è necessario intervenire prima che il problema diventi più complesso.

Una volta escluse cause patologiche, occorre valutare:

  • La qualità e composizione del pasto
  • L’apporto di proteine di origine animale
  • L’equilibrio calorico complessivo
  • Il livello di attività fisica

Aumentare semplicemente le verdure per “riempire” lo stomaco raramente è una soluzione efficace. Il cane non si lascia facilmente ingannare dal solo volume del pasto.

Infine, non dimenticare l’aspetto comportamentale. In alcuni casi, la richiesta continua di cibo può essere legata a noia o scarsa stimolazione mentale. Lavorare con un educatore può aiutare a canalizzare l’interesse del cane verso attività alternative.

In conclusione

Se il cane ha sempre fame, non è solo una questione di golosità. Può dipendere da genetica, metabolismo, composizione della dieta, sterilizzazione o, in alcuni casi, da una patologia.

La cosa più importante è non ignorare il segnale. Monitorare il peso, valutare l’alimentazione e chiedere consiglio al veterinario sono i primi passi per garantire al cane una vita lunga e in salute.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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