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Sai capire se il tuo cane è allergico a determinati alimenti?

giovedì, 16 Gennaio 2025 by Gruppo Nutravet
Sai capire se il tuo cane è allergico a determinati alimenti?

Negli ultimi anni, le allergie alimentari nei cani sono diventate sempre più comuni. Se hai un cane, probabilmente avrai sentito parlare di cani allergici a determinati alimenti, magari da altri proprietari al parco. Ma come si riconoscono queste allergie e come possiamo aiutare il nostro cane? Scopriamolo insieme.

Allergia alimentare o reazione avversa al cibo?

È importante chiarire che non tutte le reazioni agli alimenti sono vere e proprie allergie. Quando parliamo di allergia alimentare, ci riferiamo a una risposta anomala del sistema immunitario. Tuttavia, nel cane le allergie alimentari autentiche sono piuttosto rare. Più spesso, ci troviamo di fronte a reazioni avverse al cibo, un termine generico che include sia allergie sia intolleranze.

Nonostante la distinzione tecnica, i sintomi e il percorso diagnostico sono simili, perciò in questo articolo useremo il termine “allergia” per semplicità.

Il cane è allergico a determinati alimenti: i sintomi delle allergie alimentari nel cane

I sintomi più comuni sono di natura cutanea e/o gastrointestinale:

Sintomi cutanei

  • Prurito intenso, spesso accompagnato da eritema (pelle arrossata).
  • Microlesioni causate dal grattarsi, che possono portare a infezioni batteriche secondarie.
  • Pomfi (piccole aree rilevate della pelle) o zone senza pelo (alopecia).

Questi sintomi possono essere confusi con altre patologie cutanee. È quindi fondamentale consultare un veterinario dermatologo per una diagnosi precisa.

Sintomi gastrointestinali

  • Vomito e/o diarrea.
  • Disappetenza o abbattimento.
  • Nei casi più gravi, malassorbimento intestinale o perdita di nutrienti, con conseguente dimagrimento grave.

Anche in questo caso, i sintomi sono aspecifici e richiedono il supporto di un veterinario esperto in nutrizione e/o gastroenterologia.

Il cane è allergico a determinati alimenti: gli alimenti più comunemente allergenici

Le proteine sono spesso i principali responsabili delle allergie alimentari. Tra gli allergeni più comuni troviamo:

  • Pollo, bovino e uova, spesso presenti negli alimenti commerciali.

È importante notare che non tutti i cani sviluppano allergie agli stessi alimenti. Ad esempio, un cane che ha sempre mangiato alimenti a base di pesce potrebbe essere più suscettibile a questo tipo di proteine rispetto al pollo.

Come si diagnostica l’allergia alimentare

La diagnosi è un processo lungo e richiede pazienza. Si parte con l’esclusione di altre cause, come parassiti, e si procede con una dieta di eliminazione. Questo metodo consiste nell’escludere tutti gli alimenti potenzialmente allergenici per un periodo di tempo e successivamente reintrodurli gradualmente. Vediamo le opzioni disponibili:

  1. Cibo commerciale monoproteico: preparato con una sola fonte proteica nuova per il cane. Tuttavia, alcuni prodotti possono essere contaminati da proteine non dichiarate.
  2. Cibo commerciale idrolizzato: le proteine sono scomposte in frammenti talmente piccoli da non essere riconosciuti dal sistema immunitario.
  3. Dieta casalinga monoproteica: la scelta più sicura. Permette di controllare con precisione gli ingredienti utilizzati, eliminando il rischio di contaminazione.

Durante la dieta di eliminazione è essenziale evitare qualsiasi alimento extra non approvato dal veterinario, poiché anche un piccolo errore può compromettere i risultati.

La dieta deve essere seguita per almeno 3 settimane (in caso di sintomi gastrointestinali) o fino a 2 mesi (in caso di sintomi cutanei). Successivamente, si procede con la reintroduzione graduale degli alimenti per confermare la diagnosi e garantire una maggiore varietà nella dieta del cane.

Alternative alla dieta di eliminazione

Sfortunatamente, non esistono alternative affidabili alla dieta di eliminazione. Sebbene esistano test allergici per i cani, questi non sono sufficientemente accurati e possono produrre falsi positivi o negativi.

Come trattare le allergie alimentari

Il trattamento è diviso in due fasi principali:

A breve termine

  • Evitare gli alimenti allergenici identificati.
  • Prestare attenzione alle etichette dei cibi commerciali per evitare contaminazioni.

A lungo termine

  • Tornare gradualmente a una dieta variata, reintroducendo uno alla volta gli alimenti eliminati.
  • Lavorare sulla modulazione della microflora intestinale e del sistema immunitario per migliorare la tolleranza e ridurre le infiammazioni.

Prevenzione e cura

Non esistono strategie certe per prevenire le allergie alimentari nei cani. Tuttavia, alcuni studi suggeriscono che somministrare cibo fresco fin dalla giovane età potrebbe ridurre il rischio di reazioni anomale. Al contrario, nutrire il cane con un solo tipo di alimento commerciale per tutta la vita potrebbe aumentare il rischio di sviluppare allergie.

Per quanto riguarda la cura, è importante evitare di somministrare sempre lo stesso cibo, poiché una dieta monotona può ridurre la variabilità intestinale, aumentando l’infiammazione. La soluzione migliore è seguire una dieta variata e personalizzata, monitorando eventuali reazioni negative.

Conclusioni

Le allergie alimentari nel cane sono un problema complesso, ma con la giusta attenzione e il supporto di un veterinario è possibile gestirle in modo efficace. Una diagnosi accurata, una dieta controllata e un approccio personalizzato sono fondamentali per migliorare la qualità della vita del tuo cane.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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Come far dimagrire un cane: guida pratica e consigli utili

giovedì, 09 Gennaio 2025 by Gruppo Nutravet
Come far dimagrire un cane

Far dimagrire un cane è una questione di salute, non solo di estetica. Un cane in sovrappeso rischia problemi seri, dalla difficoltà a muoversi a malattie metaboliche. In questo articolo vedremo come capire se il tuo cane ha bisogno di dimagrire, quali strategie adottare e come creare un programma di alimentazione e attività fisica adatto.

Come capire se il cane è sovrappeso

Valutare se il tuo cane è in sovrappeso è il primo passo. Esistono tabelle chiamate Body Condition Score (BCS) che indicano la forma ideale del corpo del cane su una scala da 1 a 9.

Ecco alcuni segnali visibili:

  • Osserva il profilo del cane: visto dall’alto, il corpo dovrebbe restringersi nella zona della vita.
  • Palpa le costole: dovresti sentirle sotto la pelle senza bisogno di premere troppo.
  • Controlla l’addome: dovrebbe essere retratto, non gonfio o pendente.

Con il cane a pelo lungo ovviamente dovremo fare questa valutazione prediligendo la palpazione. Se hai dubbi, consulta sempre il veterinario per una valutazione più precisa, ancora meglio se Medico Veterinario esperto in Nutrizione.

Perché è importante far dimagrire un cane sovrappeso

Come far dimagrire un cane

Il sovrappeso nei cani può causare problemi di salute significativi, tra cui:

  • Problemi articolari: come osteoartrite e fratture patologiche.
  • Malattie metaboliche: diabete, iperlipidemia e sindrome metabolica.
  • Ridotta aspettativa di vita: studi dimostrano che un cane in forma vive più a lungo e meglio.
  • Difficoltà respiratorie e intolleranza al calore: rendendo difficile l’attività fisica e creando un circolo vizioso.

Come impostare una dieta per far dimagrire il cane

1. Riduzione calorica controllata:

  • Una dieta bilanciata dovrebbe essere ricca di proteine di qualità (carne, pesce, uova), con pochi grassi e una quantità adeguata di fibre provenienti da verdure (evita frutta zuccherina e carboidrati come pasta e riso). Una dieta fresca che rispetti questi principi sarà anche molto apprezzata dal vostro cane.

2. Scegli alimenti specifici:

  • Se usi cibo industriale, opta per alimenti light formulati appositamente per la perdita di peso. Evita di ridurre semplicemente le quantità del cibo normale: potresti causare carenze nutrizionali, diminuendo la quota proteica che invece va mantenuta.

3. No agli extra:

  • Elimina snack e premi calorici non necessari. Sostituiscili con verdure come carote o zucchine cotte.

L’importanza dell’attività fisica

L’esercizio fisico è essenziale per il dimagrimento. Ecco come procedere:

  • Passeggiate quotidiane: camminate veloci di almeno 20-30 minuti per 3-5 giorni a settimana.
  • Giochi interattivi: come il riporto o giochi di ricerca.
  • Esercizi mirati: se il tuo cane è gravemente sovrappeso, consulta un veterinario fisioterapista per un programma personalizzato.

Evita attività intense come corse o salti che potrebbero danneggiare le articolazioni.

Conclusione

Far dimagrire un cane richiede costanza, pazienza e un approccio combinato tra dieta equilibrata e attività fisica regolare. Consulta sempre un veterinario per creare un piano personalizzato e monitorare i progressi. La salute del tuo cane dipende da te!

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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La taurina nell’alimentazione del gatto: perché è essenziale

giovedì, 02 Gennaio 2025 by Gruppo Nutravet
La taurina nell'alimentazione del gatto

La taurina nell’alimentazione del gatto: se hai un gatto, probabilmente sai quanto sia importante offrirgli una dieta equilibrata. Ma hai mai sentito parlare della taurina? Questo aminoacido è fondamentale per la salute del gatto, al punto che una sua carenza può causare seri problemi di salute. Scopriamo insieme perché è così importante e come assicurarti che il tuo gatto ne assuma abbastanza.

Cos’è la taurina e perché il gatto ne ha bisogno?

La taurina è un aminoacido essenziale per il gatto, il che significa che il suo organismo non è in grado di produrla in quantità sufficienti. Deve quindi assumerla attraverso la dieta. Questo accade perché il gatto, in quanto carnivoro stretto, ha evoluto un metabolismo che dipende strettamente dai nutrienti presenti nelle prede animali.

La taurina è presente in tutti i tessuti animali, in particolare nei muscoli e negli organi interni dei mammiferi. Le prede naturali dei gatti, come i topi, ne sono ricche, ma nei cibi industriali può essere degradata dalla cottura e quindi deve essere aggiunta artificialmente.

La taurina nell’alimentazione del gatto: a cosa serve?

La taurina nell'alimentazione del gatto

La taurina svolge funzioni vitali per l’organismo del gatto:

  • Salute della vista: è essenziale per la retina. Una carenza può portare a atrofia retinica progressiva e cecità.
  • Funzione cardiaca: è necessaria per il muscolo cardiaco. La sua mancanza può causare una miocardiopatia dilatativa, una condizione grave che può portare al decesso.
  • Digestione dei grassi: contribuisce alla formazione degli acidi biliari, fondamentali per digerire correttamente i grassi.
  • Riproduzione e sviluppo: nelle gatte in gravidanza, una carenza può portare a malformazioni nei cuccioli.

Come riconoscere una carenza di taurina

La carenza di taurina non si manifesta subito, ma quando i sintomi diventano evidenti, i danni possono essere irreversibili. Ecco alcuni segnali di cui fare attenzione:

  • Problemi di vista: il gatto potrebbe apparire disorientato o urtare contro gli oggetti.
  • Letargia: una stanchezza eccessiva può indicare problemi cardiaci.
  • Problemi riproduttivi: nelle femmine, difficoltà durante la gravidanza o cucciolate deboli possono essere legati alla mancanza di taurina.

Prevenire la carenza di taurina

Evitare una carenza di taurina è relativamente semplice, ma richiede attenzione alla dieta del gatto:

  • Alimenti completi e bilanciati: scegli cibi industriali di buona qualità che dichiarino chiaramente sulla confezione “alimento completo“. Il cibo umido è spesso “complementare” e può succedere che i gatti iper-selezionatori scelgano solo il cibo umido.
  • Attenzione alle diete vegetariane o vegane: queste diete sono assolutamente sconsigliate per i gatti, poiché prive di taurina naturale. Anche se alcuni produttori integrano i loro prodotti, è meglio evitare rischi.
  • Diete casalinghe: se prepari il cibo per il tuo gatto, assicurati di integrare la taurina soprattutto se il cibo è cotto, poiché il calore la distrugge facilmente.

Conclusione

La taurina è un pilastro essenziale nella dieta del gatto. Conoscere le sue funzioni e l’importanza di un’alimentazione bilanciata può fare la differenza tra un gatto sano e uno che rischia seri problemi di salute. Leggi sempre le etichette, consulta il medico veterinario esperto in nutrizione e non sottovalutare l’importanza di questo aminoacido prezioso!

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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Posso condividere un calamaro con il mio cane?

lunedì, 23 Dicembre 2024 by Gruppo Nutravet
Il cane può mangiare il calamaro

Il cane può mangiare il calamaro? Molti proprietari di cani si chiedono se i calamari siano adatti alla dieta del proprio animale. La risposta è sì! I cani possono mangiare i calamari, che rappresentano una fonte nutrizionale ricca e benefica se somministrati nel modo corretto. In questo articolo esploriamo i benefici, le controindicazioni e le modalità di preparazione dei calamari per i cani.

Perché i calamari fanno bene ai cani?

il cane può mangiare il calamaro

I calamari appartengono alla famiglia dei molluschi e sono comunemente pescati in tutto il mondo. Questi frutti di mare sono ricchi di proteine di alta qualità, con un basso contenuto di grassi e zuccheri, rendendoli perfetti anche per cani che seguono diete ipocaloriche o per quelli che necessitano di regolare la glicemia.

Dal punto di vista nutrizionale, i calamari forniscono importanti minerali e vitamine tra cui:

  • Sodio, calcio, fosforo e potassio: essenziali per la salute delle ossa e il corretto funzionamento muscolare.
  • Vitamina A (retinolo) e Niacina (vitamina PP): utili per la pelle e la vista.

Un altro vantaggio è che i calamari, essendo alla base della catena alimentare marina, tendono ad essere meno contaminati rispetto a pesci di grossa taglia come il tonno o il pesce spada.

Il cane può mangiare il calamaro: Controindicazioni da considerare

Sebbene i calamari siano un alimento sano, esistono alcune controindicazioni:

  1. Allergie ai prodotti della pesca: se il tuo cane è allergico al pesce, meglio evitare i calamari per scongiurare reazioni allergiche.
  2. Ingredienti tossici aggiunti: evita calamari preparati con ingredienti dannosi per i cani come cipolle, aglio o salse speziate.

Se hai dubbi, sulle reazioni del tuo cane ai calamari, consulta sempre un veterinario.

Come preparare i calamari per il cane

Per mantenere intatte le proprietà nutrizionali dei calamari, la cottura a vapore è il metodo migliore. Evita la frittura o la cottura con olio e condimenti.

Quantità consigliate

Le quantità dipendono dalla taglia del cane:

  • Cani di piccola taglia (fino a 10 kg): Un pezzettino grande circa quanto una noce.
  • Cani di taglia media e grande: Due o tre pezzetti della stessa dimensione.

I calamari dovrebbero essere offerti come extra occasionale, non come parte principale della dieta.

Conclusione

I calamari possono essere un’ottima aggiunta alla dieta del cane se preparati correttamente e somministrati nelle giuste quantità. Consulta sempre il Medico Veterinario esperto in nutrizione prima di introdurre nuovi alimenti e assicurati che il tuo cane riceva una dieta equilibrata e sicura!

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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L’alimentazione della cagna dopo il parto: tutto ciò che devi sapere

giovedì, 19 Dicembre 2024 by Gruppo Nutravet
L’alimentazione della cagna dopo il parto

L’arrivo di una cucciolata è un’esperienza straordinaria, ma anche un momento che richiede grande attenzione, soprattutto per la madre. Dopo il parto, la cagna affronta un periodo di intenso impegno fisico e metabolico. Fornire un’alimentazione adeguata è fondamentale per la sua salute e per quella dei cuccioli. Vediamo insieme come nutrire al meglio una cagna che sta allattando.

L’alimentazione della cagna dopo il parto: tutto ciò che devi sapere: i bisogni nutrizionali

L’allattamento è una delle fasi più impegnative per l’organismo della cagna. Non solo deve produrre latte per i cuccioli, ma anche recuperare energie dopo il parto. I suoi bisogni nutrizionali aumentano notevolmente, specialmente se la cucciolata è numerosa.

  • Acqua: il latte è composto all’80% di acqua, perciò è essenziale che la cagna abbia sempre a disposizione acqua fresca e pulita. Se mangia alimenti secchi, come crocchette, il bisogno di idratazione sarà ancora maggiore.
  • Proteine e grassi: per sostenere la produzione di latte e fornire energia, la dieta della cagna deve essere ricca di proteine di alta qualità (carne, pesce, uova) e grassi.
  • Carboidrati: i cereali facilmente digeribili possono fornire un apporto energetico utile, ma è importante scegliere fonti di alta qualità.

In molti casi, il cibo per cuccioli è l’opzione ideale. Questo tipo di alimentazione contiene i nutrienti di cui la cagna ha bisogno, come proteine, grassi e una dose bilanciata di calcio.

Alimentazione casalinga: sì o no?

L’alimentazione della cagna dopo il parto

Un’alimentazione fresca e bilanciata è una valida alternativa, ma richiede una pianificazione accurata. Non si può improvvisare: è fondamentale rivolgersi a un medico veterinario esperto in nutrizione per animali, che possa formulare una dieta su misura.

Tra gli alimenti freschi che si possono includere ci sono carne magra, pesce e verdure cotte, ma sempre seguendo le indicazioni di un professionista. Evitare il fai da te è essenziale per non rischiare carenze o squilibri.

Cibi che favoriscono la produzione di latte

Non esistono alimenti miracolosi per aumentare la produzione di latte, ma alcune piante, come la borragine, possono avere un leggero effetto galattagogo. Al contrario, la salvia può ridurla. Tuttavia, l’aspetto più importante è garantire una dieta completa e bilanciata: se la cagna riceve tutti i nutrienti di cui ha bisogno, il latte sarà sufficiente per i cuccioli.

Quanto e quante volte deve mangiare?

Durante l’allattamento, le necessità caloriche della cagna aumentano in modo significativo. Al picco della lattazione (3-4 settimane dopo il parto), una cagna può mangiare 3 o 4 volte la quantità di cibo che consumava prima.

Per cucciolate molto numerose (oltre 10 cuccioli), le quantità possono essere ancora più elevate. È consigliabile dividere il cibo in almeno cinque pasti giornalieri: tre pasti principali e due spuntini. Questo aiuta la cagna a digerire meglio e a sfruttare al massimo i nutrienti.

L’alimentazione della cagna dopo il parto e integratori: quali sono utili?

Non tutti gli integratori sono necessari o sicuri. Ad esempio:

  • DA NON DARE il Calcio: è importante non somministrarlo senza indicazioni del veterinario. Un eccesso può causare problemi come l’eclampsia. La quantità presente nel cibo per cuccioli è solitamente sufficiente.
  • DA DARE gli Omega-3: gli acidi grassi, in particolare il DHA e l’EPA, possono supportare la salute della madre e lo sviluppo neuronale dei cuccioli.
  • DA DARE gli Antiossidanti: vitamine C ed E possono aiutare a contrastare i radicali liberi prodotti durante l’allattamento.
  • DA DARE le Fibre: utili nei giorni vicini al parto per prevenire la costipazione.

Piccole quantità di fegato possono essere somministrate per stimolare l’appetito, ma con moderazione, per evitare problemi gastrointestinali.

Cosa fare se la cagna non mangia

È normale che una cagna mostri disappetenza nei giorni immediatamente successivi al parto. Questo può essere dovuto alla fatica del parto o al desiderio di rimanere vicino ai cuccioli.

Un trucco per invogliarla a mangiare è offrire alimenti particolarmente appetibili, come una piccola quantità di gelato alla vaniglia. Questo alimento, ricco di proteine, grassi e zuccheri, può aiutare a ricaricarla. Tuttavia, è importante non abusarne.

Se la cagna continua a rifiutare il cibo oltre 4-5 giorni dopo il parto, o se mangia troppo poco rispetto alle sue necessità, è essenziale consultare un veterinario. La mancanza di appetito potrebbe indicare problemi di salute.

Conclusioni

L’alimentazione della cagna dopo il parto è un aspetto cruciale per garantire il suo benessere e quello dei cuccioli. Offrire una dieta ricca di nutrienti, acqua a volontà e pasti frequenti permette alla madre di affrontare al meglio questa fase impegnativa.

Ricordati di monitorare sempre il suo stato di salute e di non esitare a chiedere consiglio al veterinario in caso di dubbi. Una cagna ben nutrita sarà più forte e in grado di prendersi cura al meglio dei suoi cuccioli, regalando a te la gioia di vederli crescere sani e felici.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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Alimentazione della gatta in allattamento: guida pratica per un periodo cruciale

giovedì, 12 Dicembre 2024 by Gruppo Nutravet
Alimentazione della gatta in allattamento

L’allattamento è una fase delicata per la gatta, che richiede attenzioni particolari per garantire il benessere suo e dei suoi cuccioli. L’alimentazione gioca un ruolo fondamentale in questo periodo, supportando la madre nello sforzo fisico e metabolico richiesto per produrre latte. Ecco come affrontare al meglio questa fase.

Alimentazione della gatta in allattamento: i bisogni nutrizionali

Durante l’allattamento, il fabbisogno nutrizionale della gatta aumenta significativamente. Il suo corpo deve produrre latte in quantità sufficiente e recuperare energie dopo il parto.

  • Acqua: il latte è composto in gran parte di acqua, ed è fondamentale che la gatta sia sempre ben idratata. Assicurati che abbia accesso costante ad acqua fresca e pulita. Questo aspetto è cruciale, specialmente se mangia alimenti secchi, come le crocchette.
  • Proteine e grassi: la dieta della gatta deve essere ricca di proteine animali di alta qualità, come carne, pesce e uova, oltre che di grassi, che forniscono l’energia necessaria per l’allattamento.
  • Carboidrati: seppur non fondamentali nella dieta di un carnivoro come il gatto, piccole quantità di carboidrati possono essere utili per fornire energia supplementare, ma devono essere limitati e scelti con cura.

Cibo secco o alimentazione fresca?

Molti esperti consigliano di utilizzare alimenti secchi per gattini (kitten) durante l’allattamento. Questi cibi hanno un profilo nutrizionale adatto alle esigenze della gatta, includendo una maggiore densità proteica, una quota extra di calcio e nutrienti essenziali come la taurina.

Un’altra opzione è l’alimentazione fresca, che può essere altrettanto valida se ben pianificata. In questo caso, la dieta della gatta dovrà essere ricca di proteine e grassi, con un basso contenuto di carboidrati. Tuttavia, è indispensabile il supporto di un medico veterinario esperto in nutrizione per evitare carenze o squilibri.

Quanto e quante volte deve mangiare?

Alimentazione della gatta in allattamento: guida pratica per un periodo cruciale

Durante l’allattamento, il fabbisogno calorico della gatta aumenta notevolmente. Se già durante la gravidanza il suo consumo di cibo cresce del 25-50%, dopo il parto può arrivare a mangiare 2-3 volte la sua razione giornaliera normale.

Il metodo migliore per gestire queste esigenze è spesso quello di lasciare il cibo a disposizione della gatta, alimentandola ad libitum (a volontà). In questo modo, potrà gestire autonomamente i suoi pasti, solitamente in forma di tanti piccoli spuntini distribuiti durante la giornata.

Se la gatta segue un’alimentazione fresca, sarà necessario dividere la razione giornaliera in più pasti per assecondare il suo comportamento naturale e facilitare la digestione.

Alimentazione della gatta in allattamento e Integrazioni: cosa aggiungere e cosa evitare

Le integrazioni nutrizionali possono essere utili, ma solo se necessarie e ben bilanciate.

  • Da evitare: il calcio
    Non è consigliabile somministrare calcio aggiuntivo se la dieta della gatta è già bilanciata. Eccezion fatta se l’integrazione di calcio viene suggerita dal medico veterinario per una precisa patologia.
  • Da inserire: gli Omega-3
    Gli acidi grassi Omega-3, come DHA ed EPA, sono particolarmente utili per il benessere della gatta e lo sviluppo dei cuccioli.
  • Antiossidanti
    Vitamina C o vitamina E possono essere aggiunti in piccole dosi per contrastare i radicali liberi prodotti durante l’allattamento. Attenzione però a non esagerare, per evitare effetti collaterali come vomito o diarrea.
  • Fibre
    Se la gatta mostra difficoltà nel defecare, si possono aggiungere piccole quantità di fibre, come carote bollite e frullate o fibre solubili commerciali.

Cosa fare se la gatta non mangia

È normale che una gatta mostri disappetenza nei giorni immediatamente prima e dopo il parto. Questo può essere dovuto sia allo stress che al desiderio di rimanere vicino ai cuccioli.

Se però la gatta continua a mangiare poco o nulla oltre i primi due giorni dopo il parto, è il caso di preoccuparsi. Una gatta in allattamento deve assumere grandi quantità di cibo per far fronte alle esigenze dei cuccioli. In caso questo caso, contattate immediatamente il veterinario.

Conclusioni

L’alimentazione della gatta in allattamento è un aspetto essenziale per garantire il benessere di tutta la cucciolata. Scegli cibi nutrienti e di alta qualità, monitora il suo stato di salute e assicurati che abbia accesso costante a cibo e acqua.

Una gatta ben nutrita sarà in grado di affrontare al meglio questa fase impegnativa e di prendersi cura dei suoi piccoli nel modo migliore possibile. In caso di dubbi o difficoltà, rivolgiti sempre a un veterinario esperto in nutrizione per ricevere consigli specifici e personalizzati.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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I gatti possono mangiare i dolci? Tutto quello che devi sapere

giovedì, 05 Dicembre 2024 by Gruppo Nutravet
I gatti possono mangiare i dolci

I gatti possono mangiare i dolci? Proviamo a rispondere a questa domanda. Chi vive con un gatto sa bene quanto sia curioso, specialmente quando si tratta di cibo. È comune trovarsi con un micio che osserva con attenzione mentre ci concediamo un dolcetto o una fetta di torta, magari persino allungando una zampetta per “rubare” un assaggio. Ma è sicuro condividere i dolci con il proprio gatto? La risposta è più complessa di quanto si possa immaginare. Scopriamolo insieme.

I gatti e il gusto dolce: un legame inesistente

A differenza degli esseri umani e persino dei cani, i gatti non percepiscono il sapore dolce. Questo perché mancano di un recettore specifico sulla lingua, il TAS1R2, che è responsabile della capacità di percepire gli zuccheri. Per loro, una fetta di torta o un biscotto al cioccolato non hanno un gusto particolarmente allettante.

Tuttavia, i gatti possono essere attratti da altri elementi presenti nei dolci, come i grassi o la consistenza cremosa di alcuni dessert, come panna o gelato. Quindi, se il tuo gatto sembra interessato al dolce che hai in mano, non è perché ne apprezza il sapore zuccherino, ma per altri motivi.

I gatti possono mangiare i dolci o sono pericolosi per loro?

Sì, i dolci possono essere dannosi per i gatti, non solo per la loro mancanza di utilità nutrizionale, ma anche per i potenziali rischi per la salute. Ecco alcune delle principali problematiche legate al consumo di dolci nei gatti:

  1. Zuccheri e carboidrati: il sistema digestivo del gatto non è progettato per metabolizzare zuccheri in quantità significative. Un consumo regolare o eccessivo può portare a problemi come obesità e diabete.
  2. Cioccolato: il cioccolato è particolarmente tossico per i gatti. Contiene teobromina e caffeina, composti che i gatti non riescono a metabolizzare correttamente, con effetti che vanno da vomito e diarrea a sintomi più gravi come convulsioni e persino la morte, nei casi peggiori.
  3. Dolcificanti artificiali: l’aspartame, ma soprattutto lo xilitolo, può essere estremamente pericoloso. Lo xilitolo provoca un rilascio rapido di insulina nel corpo, portando a un calo pericoloso dei livelli di zucchero nel sangue (ipoglicemia). Anche piccole quantità possono essere fatali per i gatti.
  4. Latticini: molti dolci contengono panna, latte o burro, ma non tutti sanno che la maggior parte dei gatti è intollerante al lattosio. Dopo lo svezzamento, i gatti perdono l’enzima necessario per digerire il lattosio, e il consumo di latticini può causare disturbi gastrointestinali come diarrea e dolori addominali.

I gatti possono mangiare i dolci? No, ma ce ne sono di meno rischiosi?

Anche se è meglio evitare di dare dolci ai gatti, alcuni alimenti possono essere meno rischiosi se consumati in piccolissime quantità e solo occasionalmente. Ad esempio:

  • Yogurt bianco senza zuccheri aggiunti: se il tuo gatto non è intollerante al lattosio, una leccata di yogurt può essere un piccolo sfizio.
  • Frutta sicura: piccole quantità di frutta come mela (senza semi) o melone possono essere date come premio. Tuttavia, molti gatti non sono interessati alla frutta.

Ricorda che anche in questi casi, la moderazione è fondamentale. Nonostante siano meno rischiosi, questi alimenti non sono comunque adatti alla dieta di un carnivoro stretto come il gatto.

Perché è importante non cedere ai capricci

È facile sentirsi in colpa quando il proprio gatto ci guarda con quegli occhi imploranti, ma cedere potrebbe significare mettere a rischio la sua salute. I gatti hanno bisogni nutrizionali specifici che devono essere soddisfatti con una dieta equilibrata e adatta alla loro natura carnivora.

Offrire dolci o altri alimenti non adatti può portare a carenze o squilibri nutrizionali nel lungo periodo. Se il tuo gatto sembra particolarmente interessato al cibo umano, puoi cercare alternative sicure, come snack appositamente formulati per gatti, che siano sani e soddisfacenti.

Cosa fare se il gatto ha mangiato un dolce?

Se il tuo gatto è riuscito a rubare un dolce, valuta rapidamente la situazione:

  • Controlla gli ingredienti: verifica se il dolce conteneva cioccolato, xilitolo o altri ingredienti tossici.
  • Osserva i sintomi: stai attento a segni di malessere come vomito, diarrea, letargia o tremori.
  • Contatta il veterinario: in caso di dubbi, è sempre meglio consultare un professionista. Fornisci dettagli precisi sul tipo di dolce e sulla quantità ingerita.

Conclusione

In definitiva, i dolci non sono un alimento adatto ai gatti. Non solo non li apprezzano come noi, ma possono anche rappresentare un rischio per la loro salute. La cosa migliore che possiamo fare per i nostri gatti è offrirgli una dieta adeguata e premietti sani e sicuri. E se proprio vogliamo condividere un momento speciale, possiamo optare per snack specifici per gatti, che siano altrettanto gratificanti e decisamente più salutari.

Prendersi cura della salute del proprio gatto significa anche resistere alla tentazione di condividere il nostro cibo! Una scelta consapevole oggi può fare la differenza nel benessere del tuo gatto a lungo termine.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

alimentazione frescagatti e dolcigattoi dolci sono pericolosi per i gattinutrizione veterinariasalute del gatto
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Cosa vuol dire AAFCO nelle crocchette del cane e del gatto?

giovedì, 21 Novembre 2024 by Gruppo Nutravet
Cosa vuol dire AAFCO nelle crocchette del cane e del gatto?

Cosa vuol dire AAFCO: leggere le etichette del cibo per animali è una pratica fondamentale per chiunque abbia un gatto o un cane. Tra le diciture riportate sulle confezioni, una delle più comuni ma meno comprese è la sigla AAFCO. Ma cosa significa davvero e in che modo influisce sulla qualità del cibo che scegliamo per i nostri animali?

Cosa vuol dire AAFCO?

Ecco cosa vuol dire AAFCO: Association of American Feed Control Officials ed è un’associazione nordamericana che stabilisce le linee guida per il pet food, ossia il cibo per cani e gatti. Questa organizzazione, che include rappresentanti da agenzie governative di Stati Uniti, Canada, Costa Rica e Porto Rico, non emette leggi, ma definisce standard nutrizionali che i produttori possono seguire per garantire alimenti equilibrati.

Quando vediamo il marchio AAFCO sulle confezioni, significa che il prodotto risponde a determinati requisiti nutrizionali stabiliti dall’associazione. Sebbene l’AAFCO non sia un’ente legislativo, le sue linee guida sono un punto di riferimento in molti paesi, anche se in Europa si fa riferimento principalmente alle norme stabilite dalla FEDIAF (Federazione Europea dell’Industria del Pet Food). I due standard sono simili, ma non sono del tutto identici.

L’importanza di AAFCO e della conformità nutrizionale

Cosa vuol dire AAFCO nelle crocchette del cane e del gatto?

L’AAFCO fornisce linee guida che determinano il profilo nutrizionale adeguato per cani e gatti in diverse fasi della loro vita, come crescita, mantenimento e gravidanza. Questo è importante, perché ogni specie e ogni età richiedono nutrimenti diversi. Ad esempio, i gattini in crescita necessitano di più proteine rispetto ai gatti anziani, mentre un cibo destinato ai cani non andrà bene per i gatti e viceversa. Il gatto, infatti, è un carnivoro stretto, quindi ha bisogno di un livello proteico più elevato, mentre il cane è onnivoro.

Quando un alimento segue le linee guida AAFCO, sappiamo che contiene almeno i livelli minimi dei nutrienti considerati essenziali per mantenere in salute un gatto o un cane. Ma attenzione: anche se il cibo segue queste linee guida, potrebbe non essere ottimale per il nostro specifico animale, per cui è sempre importante leggere l’etichetta con cura e, se in dubbio, consultare il medico veterinario esperto in nutrizione.

Come Leggere l’Etichetta del Cibo

L’etichetta è la nostra migliore amica quando scegliamo le crocchette per il nostro cane o gatto. Ecco alcuni aspetti chiave a cui prestare attenzione:

1. Specie di Destinazione: assicuratevi che l’alimento sia formulato specificamente per cane o per gatto. Sembra scontato, ma nutrire un gatto con cibo per cani può causare gravi problemi di salute, e viceversa, poiché i fabbisogni nutrizionali delle due specie sono molto diversi.

2. Età del cane o del gatto: le esigenze nutrizionali variano anche in base all’età. Assicuratevi che il cibo sia adatto alla fascia d’età del vostro cane o gatto, specialmente se avete un cucciolo o un cane/gatto anziano.

3. Tipo di Cibo: Completo o Complementare. Il cibo completo contiene tutti i nutrienti essenziali per una dieta bilanciata, mentre quello complementare deve essere somministrato insieme ad altri alimenti. Leggere attentamente questa dicitura è fondamentale per evitare squilibri nutrizionali.

4. Tenore Proteico: se la lista degli ingredienti include legumi come ceci, lenticchie o soia, il contenuto proteico indicato potrebbe includere proteine vegetali, meno utili per gatto e cane rispetto alle proteine animali.

5. “Carne Fresca”: se l’etichetta riporta “carne fresca”, bisogna considerare che il peso include anche l’acqua contenuta, spesso circa l’80%. Questo può far sembrare l’ingrediente più presente di quanto non sia in realtà.

L’AAFCO e la Legislazione Europea

Come detto, in Europa si fa riferimento alla FEDIAF per stabilire le norme sul pet food, e i prodotti in commercio devono rispettare la legislazione europea. Tuttavia, le linee guida AAFCO restano un’indicazione importante della qualità, e possono essere considerate un’ulteriore garanzia di attenzione nella produzione del cibo per animali.

Conclusione

L’AAFCO è uno strumento utile per orientarsi nella scelta del cibo per gatti, ma non è l’unico aspetto da valutare. Leggere attentamente le etichette e comprendere cosa significano le varie diciture è essenziale per scegliere un prodotto adatto al nostro cane o gatto. Inoltre, consultare il medico veterinario esperto in nutrizione e affidarsi a marchi trasparenti sono accorgimenti utili per assicurarci di dare il meglio al nostro cane o gatto.

Speriamo che queste informazioni vi aiutino a scegliere con consapevolezza il cibo migliore per il vostro cane o gatto!

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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Cani e grassi: vanno inseriti nella dieta, ma con moderazione

giovedì, 14 Novembre 2024 by Gruppo Nutravet
Cani e grassi: vanno inseriti nella dieta, ma con moderazione

Molti proprietari di cani si preoccupano della quantità di grassi nella dieta dei propri animali, temendo che un consumo eccessivo possa essere dannoso. In realtà, i grassi sono un elemento essenziale per la salute del cane, purché vengano somministrati nelle giuste dosi e con attenzione alla loro qualità. Vediamo insieme i motivi per cui i cani hanno bisogno di grassi nella dieta, quali sono le fonti migliori e i rischi di una dieta troppo povera o troppo ricca di lipidi.

L’importanza dei grassi nella dieta del cane

I grassi (o lipidi) svolgono funzioni fondamentali nell’organismo di un cane. La loro funzione primaria è quella di fornire energia, ma non è tutto. I grassi infatti aiutano a formare le membrane cellulari, contribuiscono alla produzione di alcuni ormoni e supportano la salute del sistema nervoso. Per questo motivo, una dieta priva di grassi sarebbe molto dannosa per il cane, portando a carenze nutrizionali e problemi di salute.

Non tutti i grassi, però, sono uguali. Alcuni tipi sono essenziali per il cane perché il suo organismo non è in grado di produrli autonomamente. Tra questi, troviamo gli acidi grassi essenziali come l’acido linoleico e gli Omega-3 (EPA e DHA), fondamentali per il benessere del cane e spesso presenti in oli di pesce o di semi di lino.

Le fonti di grassi per il cane: quali scegliere?

Cani e grassi: vanno inseriti nella dieta, ma con moderazione

La qualità dei grassi è importante quanto la quantità. Nella dieta dei cani, i grassi possono provenire da diverse fonti:

  1. Carne e pesce: Nelle diete casalinghe o nei prodotti industriali per cani, molti grassi provengono naturalmente dalle proteine animali. Tuttavia, alcuni grassi di origine animale possono contenere più acidi grassi saturi e possono essere meno salutari, specie se in eccesso.
  2. Oli vegetali: Oli come quelli di mais, girasole e semi di lino sono ottime fonti di acido linoleico, un acido grasso essenziale per i cani. Gli Omega-3, come EPA e DHA, si trovano soprattutto nei pesci e nei prodotti marini, utili per la salute della pelle e delle articolazioni del cane.
  3. Olio di cocco e ghee: Ricco di trigliceridi a catena media, l’olio di cocco è facilmente digeribile e ha effetti positivi sul metabolismo. Il ghee (burro chiarificato) è invece fonte di acido butirrico, con proprietà benefiche per la salute intestinale.

Cani e grassi: I benefici dei grassi per i cani

I grassi apportano numerosi benefici alla salute dei cani, soprattutto quando sono presenti in una dieta bilanciata. Tra i principali effetti positivi:

  • Supporto energetico: I grassi forniscono energia di lunga durata, utile in particolare per cani molto attivi o per quelli che necessitano di maggiore supporto in alcune fasi della vita, come cuccioli, cani anziani o femmine in gravidanza.
  • Salute della pelle e del pelo: Una dieta con adeguati livelli di grassi contribuisce a mantenere pelo lucido e pelle sana. Gli acidi grassi Omega-3, per esempio, sono noti per le proprietà antinfiammatorie e possono aiutare a ridurre il prurito o la secchezza cutanea.
  • Funzione cerebrale e salute neurologica: Alcuni acidi grassi hanno effetti benefici anche sul sistema nervoso del cane. I grassi buoni sono coinvolti nel funzionamento delle cellule cerebrali e possono essere utili per cani in età avanzata o con problemi neurologici.

Quanti grassi dovrebbe assumere un cane?

Non esiste una quantità unica di grassi consigliata per tutti i cani. La quantità ideale dipende da vari fattori, come età, razza, livello di attività e stato di salute. Per soddisfare le necessità di base, bastano piccoli quantitativi: ad esempio, un cucchiaino di olio di mais per un cane di piccola taglia o un cucchiaio per uno di taglia grande. Se si opta per un petfood commerciale, è bene controllare che sia un prodotto completo, che copra tutti i fabbisogni nutrizionali del cane.

Cani e grassi: I rischi di un’alimentazione sbilanciata

Anche se i grassi sono importanti, un eccesso o un difetto di questi nutrienti può avere effetti negativi:

  1. Dieta troppo povera di grassi: Un’insufficienza di grassi porta spesso a problemi cutanei, con sintomi come pelo secco, pelle arrossata o cute screpolata. Senza grassi, il cane potrebbe anche manifestare carenze energetiche e problemi al sistema immunitario.
  2. Dieta troppo ricca di grassi: Un eccesso di grassi, specie se di origine animale e saturi, può risultare difficile da digerire e provocare infiammazioni a lungo termine. Contrariamente a quanto si pensi, non sono necessariamente i grassi in sé a causare sovrappeso, ma la qualità e l’equilibrio complessivo della dieta.
  3. Il mito della pancreatite: Molti pensano che un eccesso di grassi possa causare pancreatite nel cane. Tuttavia, recenti studi suggeriscono che il rischio è maggiore in caso di “abbuffate” improvvise o pasti eccezionalmente abbondanti piuttosto che in una dieta regolare e bilanciata. Un cane abituato gradualmente a una dieta ricca di grassi buoni non dovrebbe riscontrare problemi.

Conclusioni

In conclusione, i grassi sono un elemento fondamentale per il benessere del cane, ma è importante scegliere con cura le fonti e le quantità da somministrare. Optare per grassi di qualità, come oli ricchi di acidi grassi essenziali e Omega-3, e bilanciare correttamente la dieta del cane permette di sfruttare al meglio tutti i benefici di questi nutrienti, riducendo i rischi di problemi di salute.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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Cani e gatti possono seguire una dieta vegetariana o vegana?

giovedì, 31 Ottobre 2024 by Gruppo Nutravet
dieta vegetariana o vegana

Negli ultimi anni, sempre più persone hanno scelto di adottare diete vegetariane o vegane, non solo per sé stessi ma anche per i loro animali domestici. Tuttavia, quando si tratta di cani e gatti, la questione è più complessa e merita un approfondimento. In questo articolo, esploreremo i motivi per cui è importante riflettere bene prima di optare per una dieta a base vegetale per i propri animali, considerando sia gli aspetti nutrizionali che quelli etici.

Cani e gatti sono carnivori: cosa significa?

Un aspetto fondamentale da comprendere è la natura carnivora di cani e gatti. Anche se il cane viene talvolta descritto come un onnivoro (perché può digerire piccole quantità di amidi), in realtà, scientificamente, è considerato un carnivoro opportunista. Il gatto, d’altra parte, è definito un carnivoro stretto, con necessità nutrizionali ancora più vicine ai suoi antenati predatori. Questo significa che, per natura, entrambi gli animali dipendono in gran parte da proteine di origine animale per ottenere i nutrienti di cui hanno bisogno.

Quando si parla di diete vegane o vegetariane per cani e gatti, alcuni potrebbero argomentare che i loro animali domestici sono in grado di digerire amidi (presenti anche nelle crocchette), e quindi potrebbero essere considerati onnivori. Tuttavia, la realtà è più complessa: la definizione di carnivoro o onnivoro non si basa solo su cosa l’animale può mangiare, ma anche sulle sue capacità metaboliche. I carnivori, come i cani e i gatti, ricavano il glucosio necessario per vivere prevalentemente dalle proteine animali, ricche di amminoacidi essenziali.

Differenza tra proteine animali e vegetali

Uno dei principali problemi nel somministrare una dieta vegetariana o vegana a cani e gatti è la differente composizione delle proteine di origine animale rispetto a quelle di origine vegetale. Le proteine vegetali, sebbene presenti in alimenti come la soia, sono povere di amminoacidi essenziali per i nostri animali domestici. Questo significa che, anche se il cane o il gatto consumano una quantità adeguata di proteine vegetali, non riusciranno a sintetizzare tutti i nutrienti di cui hanno bisogno.

Le carenze nutrizionali che derivano da una dieta a base vegetale possono essere molto gravi. Ad esempio, una dieta vegana per un gatto potrebbe portare a carenze di taurina, un amminoacido essenziale per la salute del cuore e della vista, mentre per i cani potrebbe esserci una mancanza di arginina e metionina, necessarie per il corretto funzionamento del metabolismo.

Altri fattori da considerare: fibre e microbiota intestinale

dieta vegetariana o vegana

Oltre alla composizione delle proteine, ci sono altri elementi da tenere in considerazione quando si sceglie una dieta vegetariana o vegana per cani e gatti, come il contenuto di fibre e l’effetto sul microbiota intestinale. Le proteine vegetali, infatti, sono spesso accompagnate da elevate quantità di fibre e da fattori antinutrizionali, che possono ridurre l’assorbimento di nutrienti e influenzare negativamente la salute intestinale degli animali. Nei carnivori, un eccesso di fibre può velocizzare il transito intestinale, compromettendo ulteriormente l’assorbimento di nutrienti.

Ci sono anche casi documentati di animali che, seguendo una dieta vegana, hanno sviluppato gravi patologie. Ad esempio, si è verificato il caso di un cane che ha sviluppato una cirrosi epatica a causa della fermentazione alcolica a livello intestinale, probabilmente innescata dall’eccesso di fibre e carboidrati nella dieta.

Diete commerciali vegetariane e vegane: sono una soluzione?

Esistono sul mercato prodotti commerciali per cani e gatti che si presentano come vegetariani o vegani, solitamente arricchiti con integratori per cercare di bilanciare eventuali carenze. Tuttavia, anche in questo caso, la sicurezza a lungo termine di queste diete è ancora oggetto di dibattito.

Alcune aziende hanno condotto studi per verificare la completezza nutrizionale dei loro prodotti, ma questi studi sono stati generalmente di breve durata, insufficienti per valutare gli effetti a lungo termine. Inoltre, ricerche su alcune diete vegane per gatti hanno evidenziato carenze di nutrienti essenziali, come la taurina, mentre diete vegane per cani hanno mostrato squilibri di amminoacidi come arginina e metionina.

Il dilemma etico

Oltre alle questioni nutrizionali, è importante considerare anche l’aspetto etico. Molti proprietari scelgono di adottare una dieta vegana o vegetariana per i propri animali in buona fede, credendo di fare una scelta più rispettosa degli animali e dell’ambiente. Tuttavia, è fondamentale essere consapevoli dei rischi che questa decisione potrebbe comportare per la salute del cane o del gatto.

Forse una soluzione intermedia potrebbe essere valutare una dieta vegetariana, che includa uova o latticini, o considerare alternative come il pet food a base di insetti, un’opzione nutrizionalmente più adatta e più sostenibile.

Conclusioni

In definitiva, scegliere una dieta vegetariana o vegana per cani e gatti è una decisione che non dovrebbe essere presa alla leggera. È essenziale considerare sia gli aspetti nutrizionali che quelli etici, tenendo presente che cani e gatti sono carnivori per natura e hanno esigenze nutrizionali specifiche che devono essere soddisfatte. Prima di apportare cambiamenti significativi alla dieta del proprio animale, è sempre consigliabile consultare un veterinario esperto, per garantire che la salute del cane o del gatto non venga compromessa.

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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I cani possono mangiare le patate?

giovedì, 17 Ottobre 2024 by Gruppo Nutravet
patate

Se ti sei mai chiesto se puoi condividere con il tuo cane le patate che hai nel piatto, sei nel posto giusto! Sono un alimento comune nelle nostre cucine, ma possono essere date anche ai cani? La risposta è sì, ma con alcune importanti precauzioni. Vediamo insieme quali sono i benefici, i rischi e i metodi giusti per includere questo tubero nella dieta del tuo cane.

Le patate e le loro proprietà nutrizionali

Le patate, originarie dell’America, appartengono alla stessa famiglia botanica di pomodori, peperoni e melanzane: le Solanaceae. Ne esistono tantissime varietà, e solo in Italia se ne coltivano oltre 30 tipi! Questi tuberi sono noti soprattutto per il loro alto contenuto di amido e fibre, in particolare nella buccia.

Una delle caratteristiche principali di questo alimento è l’elevato contenuto energetico. Infatti, 100 grammi di patate forniscono tra le 70 e le 85 calorie, rendendole un alimento molto più calorico rispetto a molte altre verdure. Questo le rende simili a cibi come la pasta e il pane per quanto riguarda l’apporto energetico, ma con una differenza: sono anche ricche di fibre.

Quando cotte correttamente, le patate risultano facilmente digeribili per i cani e possono offrire anche alcuni importanti benefici nutrizionali. Oltre all’energia, forniscono vitamine come la vitamina C, provitamina A, niacina (vitamina PP), oltre a minerali come potassio e zinco. Tuttavia, è essenziale prestare attenzione al modo in cui vengono preparate.

I rischi delle patate per i cani

Nonostante i benefici, ci sono anche alcuni rischi legati all’alimentazione dei cani con questo tipo di Solanaceae, soprattutto se non vengono preparate nel modo corretto.

  1. Apporto calorico eccessivo: Se dai al tuo cane le patate senza prestare attenzione alla quantità, il rischio è di farlo ingrassare. Esse sono infatti molto ricche di calorie e se offerte come snack o fuori pasto, possono contribuire all’aumento di peso. È sempre una buona idea consultare un veterinario o un esperto in nutrizione animale per inserire correttamente questo alimento nella dieta del tuo cane.
  2. Solanina: Uno dei rischi più importanti delle patate crude o mal cotte è la presenza di solanina, un alcaloide tossico che può causare problemi seri nei cani, come vomito o addirittura disturbi neurologici. La solanina si trova principalmente in quelle verdi o germogliate, perciò è fondamentale cuocerle bene prima di offrirle al tuo cane. La cottura elimina la maggior parte della solanina, rendendo le patate sicure.
  3. Indice glicemico: Se il tuo cane è diabetico, le patate potrebbero non essere l’alimento ideale. Questo perché hanno un indice glicemico elevato, il che significa che aumentano rapidamente i livelli di zuccheri nel sangue, un effetto da evitare nei cani con problemi di diabete. In questi casi, è meglio evitarle o inserirle in una dieta bilanciata e studiata appositamente da un esperto.

Come preparare le patate per il cane

patate

Ora che sappiamo che le patate possono essere sicure per i cani, come possiamo prepararle in modo corretto?

  1. Cuocile sempre: Mai dare al tuo cane patate crude. La cottura è essenziale per inattivare la solanina. Le patate possono essere cotte in vari modi: bollite, al vapore o al forno. Un metodo semplice e sicuro è bollirle in poca acqua e poi ridurle in purea con un frullatore, così da renderle più digeribili.
  2. Con o senza buccia?: Le patate possono essere date con la buccia, soprattutto se sono state cotte al vapore o bollite. La buccia è ricca di fibre, utili per il sistema digestivo del cane. Tuttavia, assicurati sempre che la buccia sia ben pulita.
  3. Patate al forno: Le patate al forno sono un’ottima opzione per il tuo cane, purché siano preparate in modo semplice. Puoi cuocerle con un po’ di rosmarino per dare sapore. Anche le patate arrosto sono una buona alternativa, purché non siano fritte.
  4. Cosa evitare assolutamente: Evita di dare al tuo cane patate fritte, chips o altri snack industriali. Questi alimenti sono troppo grassi e pesanti per il loro fegato, oltre ad essere poco salutari in generale. Quelle fritte, in particolare, possono causare problemi digestivi e sono sconsigliate per i cani.

Conclusioni

In definitiva, sì, i cani possono mangiare le patate, ma sempre con alcune accortezze. Se cotte e preparate correttamente, possono essere un’aggiunta gustosa e nutriente alla dieta del tuo cane. Tuttavia, è importante tenere a mente i rischi legati alla solanina, all’eccesso di calorie e all’indice glicemico, specialmente se il tuo cane soffre di determinate condizioni di salute come il diabete.

Ricorda sempre di consultare il veterinario prima di introdurre nuovi alimenti nella dieta del tuo cane, e fai attenzione a non esagerare con le quantità. Un po’ di patate cotte ogni tanto possono fare felice il tuo cane senza causare danni!

Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM

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L’alimentazione del gatto anziano: come garantire benessere e longevità

giovedì, 26 Settembre 2024 by Gruppo Nutravet
gatto anziano

Man mano che i nostri gatti invecchiano, è fondamentale prestare attenzione alla loro alimentazione per garantire una buona qualità di vita. Un’alimentazione corretta è la chiave per aiutare il gatto a vivere non solo più a lungo, ma anche meglio. In questo articolo vedremo i punti principali da considerare per nutrire adeguatamente un gatto anziano, prevenendo problemi di salute comuni legati all’età.

Il gatto anziano: un compagno che invecchia bene

Sempre più gatti raggiungono la terza età grazie a cure veterinarie avanzate e un’alimentazione più attenta rispetto al passato. Invecchiare insieme al proprio gatto può essere un’esperienza meravigliosa, ma il benessere del nostro amico dipende dal suo stato di salute, strettamente legato anche a ciò che mangia.

Invecchiare bene è un concetto che viene applicato anche ai gatti. Non si tratta solo di farli vivere più a lungo, ma di farli vivere bene. La dieta gioca un ruolo cruciale in questo processo, aiutando a prevenire malattie e mantenendo il gatto attivo e in salute.

Le esigenze nutrizionali del gatto anziano

gatto anziano

Quando si parla di alimentazione del gatto anziano, è fondamentale considerare alcuni fattori chiave, a partire dal fabbisogno energetico. A differenza dei cani, alcuni gatti anziani mantengono o addirittura aumentano il loro metabolismo, mentre altri lo riducono a causa della perdita di massa muscolare. La prima cosa da fare è capire se il nostro gatto ha bisogno di perdere peso o di mantenere la sua forma fisica.

Attenzione, però: un aumento del metabolismo può essere sintomo di patologie, come problemi alla tiroide. In questi casi, è importante rivolgersi al veterinario per una diagnosi corretta.

Un altro aspetto essenziale da considerare è la digeribilità degli alimenti. Con l’età, i gatti tendono a perdere capacità digestive, quindi è importante scegliere alimenti altamente digeribili e con un elevato valore biologico, in particolare per quanto riguarda le proteine. Infine, va prestata molta attenzione all’idratazione: i gatti anziani tendono a disidratarsi facilmente, perciò è essenziale che assumano una quantità adeguata di liquidi, soprattutto attraverso il cibo umido.

I rischi di un’alimentazione non corretta

Uno degli errori più comuni nell’alimentazione del gatto anziano riguarda la riduzione eccessiva delle proteine. Per molti anni si è creduto che una dieta povera di proteine fosse necessaria per prevenire problemi renali. Tuttavia, gli studi recenti non supportano questa teoria. Al contrario, il gatto anziano necessita di un apporto proteico adeguato, spesso superiore a quello degli adulti, per contrastare il naturale aumento del catabolismo muscolare.

Un’alimentazione non corretta può anche portare a obesità e a un’infiammazione cronica, che peggiorano le condizioni generali di salute del gatto e favoriscono lo sviluppo di patologie come diabete, problemi articolari e malattie cardiache. È quindi cruciale mantenere un’alimentazione equilibrata per prevenire questi rischi.

Cosa dare da mangiare a un gatto anziano

Quando si sceglie il cibo per un gatto anziano, è importante considerare eventuali patologie preesistenti, come l’insufficienza renale o la presenza di calcoli. La dieta va “cucita” su misura in base alla situazione clinica del gatto. In generale, però, ci sono alcune linee guida da seguire per garantire un’alimentazione corretta.

  • Proteine di alto valore biologico: il gatto è un carnivoro obbligato, quindi ha bisogno di proteine di origine animale, che forniscono tutti gli amminoacidi essenziali.
  • Grassi facilmente digeribili: i grassi sono una fonte importante di energia, ma devono essere di facile digestione. L’olio di cocco, ad esempio, è una buona scelta per i gatti anziani.
  • Omega-3 e Omega-6: gli acidi grassi essenziali, come EPA e DHA, aiutano a mantenere in salute sia il corpo che la mente del gatto. Gli Omega-3, in particolare, sono utili per prevenire problemi renali e mantenere le articolazioni e la pelle in buone condizioni.
  • Fibre: una quantità adeguata di fibre aiuta il gatto a mantenere una buona funzione intestinale, ma non devono essere eccessive, per evitare che interferiscano con l’assorbimento dei nutrienti.

Come scegliere gli alimenti giusti

Nella scelta del cibo per un gatto anziano, bisogna prima decidere se optare per una dieta fresca o per un cibo commerciale. Se il gatto non è abituato a mangiare alimenti freschi, potrebbe essere difficile introdurli in età avanzata. In questi casi, meglio scegliere cibo umido commerciale, che aiuta anche a mantenere un buon livello di idratazione.

Quando scegliamo un prodotto commerciale, è fondamentale leggere attentamente l’etichetta. Preferite alimenti che contengano carni bianche o pesce come fonti proteiche e scartate quelli che utilizzano proteine vegetali, come piselli e legumi. Verificate anche che l’alimento contenga Omega-3 (EPA e DHA), che sono essenziali per la salute del gatto anziano.

Conclusioni

La corretta alimentazione del gatto anziano richiede attenzione e conoscenze specifiche. Un cibo di qualità, ricco di proteine animali e acidi grassi essenziali, unito a una buona idratazione, può fare la differenza nella qualità della vita del nostro gatto. Ricordiamoci sempre che, sebbene la scelta del cibo sia importante, è altrettanto fondamentale monitorare regolarmente lo stato di salute del nostro gatto, facendo controlli veterinari periodici. Solo così possiamo assicurarci che il nostro compagno invecchi in modo sereno e sano.

Articolo della Dr.ssa Maria Mayer, DVM

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I gatti hanno bisogno di routine alimentari fisse?

giovedì, 12 Settembre 2024 by Gruppo Nutravet
I gatti hanno bisogno di routine alimentari fisse?

Quando si parla di alimentazione dei gatti, una delle domande più frequenti tra i proprietari è proprio se sia necessario stabilire routine alimentari fisse. La risposta, come spesso accade, non è così semplice. Mentre per alcuni gatti una routine può essere essenziale, per altri potrebbe essere meno rilevante.

In questo articolo esploreremo i vari aspetti legati alle abitudini alimentari dei gatti, fornendo consigli pratici su come gestire l’alimentazione del tuo felino.

Il comportamento alimentare naturale del gatto

Per capire se i gatti hanno bisogno di routine alimentari fisse, è utile osservare il loro comportamento in natura. I gatti sono predatori solitari e, nel loro habitat naturale, cacciano e consumano piccole prede più volte al giorno, soprattutto nelle ore crepuscolari, cioè all’alba e al tramonto. Questa modalità di caccia non è solo legata al bisogno di alimentarsi, ma anche a stimoli legati all’istinto. È comune che i gatti uccidano prede senza mangiarle, solo per soddisfare il loro istinto predatorio.

Questo comportamento naturale si riflette anche nei gatti domestici. I gatti che vivono in casa tendono a essere più attivi quando hanno fame, mostrando comportamenti di gioco o di caccia verso giocattoli o oggetti casuali. Questi momenti sono fondamentali non solo per la loro salute fisica, ma anche per il loro benessere mentale.

Quanti pasti deve fare un gatto al giorno?

Per rispettare il comportamento alimentare naturale del gatto, è consigliabile suddividere la sua alimentazione in più piccoli pasti durante la giornata. Offrire da 5 a 7 pasti al giorno può essere un ottimo compromesso per replicare le loro abitudini naturali. Questi pasti non devono essere necessariamente distribuiti in modo equidistante nel tempo. Come abbiamo visto, i gatti sono abituati a mangiare soprattutto al mattino presto e alla sera.

Importante: Fornire piccoli pasti frequenti è essenziale per mantenere il gatto attivo e stimolato. Questo approccio può anche prevenire l’insorgenza di problemi comportamentali legati alla noia o alla frustrazione.

Routine alimentari fisse: pro e contro

I gatti hanno bisogno di routine alimentari fisse?

Impostare routine alimentari fisse può essere utile in molti casi, soprattutto per gatti che vivono esclusivamente in casa e non hanno accesso libero al cibo. Un’alimentazione a richiesta, infatti, può facilmente portare a sovralimentazione e, di conseguenza, a problemi di peso come l’obesità, soprattutto se il gatto vive in un ambiente poco stimolante.

Tuttavia, non tutti i gatti rispondono allo stesso modo alle routine fisse. Alcuni gatti possono trarre beneficio da un’alimentazione “ad libitum”, cioè con cibo sempre a disposizione. Questo metodo permette al gatto di autoregolarsi e può essere vantaggioso per prevenire l’ansia legata ai pasti. L’alimentazione ad libitum è particolarmente indicata se il cibo fornito è di buona qualità, con un basso contenuto di carboidrati e non troppo calorico.

Nota: Questo approccio è consigliabile solo se si dispone di un singolo gatto. In case con più gatti, la competizione per il cibo può portare a problemi di sovralimentazione o, al contrario, alla sottonutrizione di alcuni soggetti.

Come gestire i pasti per i gatti indoor

Se decidi di impostare routine alimentari fisse per il tuo gatto, è importante farlo in modo ponderato. La scelta degli orari e delle quantità di cibo deve essere fatta tenendo conto delle esigenze specifiche del tuo gatto, del suo livello di attività e del suo stato di salute.

Un buon punto di partenza potrebbe essere dividere la quantità giornaliera di cibo in due blocchi principali: uno per la mattina e uno per la sera. All’interno di questi blocchi, il cibo può essere suddiviso ulteriormente in piccoli pasti, distribuiti nell’arco della mattinata e della serata. Ad esempio, puoi somministrare il cibo alle 7:00, 7:45 e 8:15 del mattino, e poi nuovamente alle 18:00, 19:00, 20:30 e 22:00 di sera. In questo modo, arrivi facilmente a 7 pasti al giorno.

L’importanza dell’arricchimento ambientale durante i pasti

Oltre alla routine alimentare, un altro aspetto cruciale per il benessere del gatto è l’arricchimento ambientale. Fornire opportunità di caccia e gioco legate al momento del pasto può rendere l’alimentazione non solo un bisogno fisico, ma anche un’attività stimolante.

Ecco alcuni suggerimenti:

  • Utilizza giochi che rilasciano cibo lentamente: Questi dispositivi permettono al gatto di “guadagnarsi” il cibo, simulando la caccia e mantenendolo attivo.
  • Posiziona diverse ciotole in punti strategici della casa: Questo incoraggia il gatto a muoversi e a esplorare, riducendo la monotonia dei pasti.

Alimentazione fresca vs cibo commerciale

Per quanto riguarda la scelta degli alimenti, il dibattito tra cibo fresco e cibo commerciale è sempre aperto. Il gatto è un ipercarnivoro, il che significa che la sua dieta ideale dovrebbe essere composta quasi esclusivamente da prodotti di origine animale. I cibi freschi, quando bilanciati correttamente, rappresentano la scelta più salutare. Tuttavia, comprendiamo che non sempre è possibile seguire una dieta fresca e bilanciata.

In questi casi, gli alimenti umidi completi sono un’ottima alternativa. Questi prodotti contengono tutte le vitamine e i minerali necessari senza eccessi di carboidrati, che sono spesso presenti nei croccantini secchi. L’alimentazione a base di cibi umidi è particolarmente indicata se il tuo gatto ha problemi di idratazione o tende a non bere abbastanza acqua.

Routine alimentari e la salute del gatto

Mantenere una routine alimentare stabile è essenziale per prevenire problemi di salute nel gatto. Se il tuo gatto si abitua a una certa routine, eventuali interruzioni o cambiamenti possono causare stress e frustrazione, portando in alcuni casi al rifiuto del cibo.

Per evitare che la routine diventi troppo rigida o che il gatto dipenda eccessivamente dai pasti, cerca di arricchire la sua vita con altre attività stimolanti. Ad esempio, se sai che in determinati giorni non potrai rispettare la solita routine, puoi utilizzare un distributore automatico di cibo per garantire che il gatto riceva comunque i suoi pasti senza stress.

Conclusioni

In sintesi, i gatti possono beneficiare di routine alimentari fisse, soprattutto se vivono in ambienti chiusi e non hanno accesso libero al cibo. Tuttavia, la chiave del successo è la flessibilità e la personalizzazione delle routine in base alle esigenze specifiche del tuo gatto. Ricorda, non esiste un metodo universale che funzioni per tutti i gatti: ciò che conta è trovare l’equilibrio giusto per il tuo.

Infine, non dimenticare di prestare attenzione alla qualità degli alimenti e di offrire al tuo gatto un ambiente ricco di stimoli, per garantire non solo la sua salute fisica, ma anche il suo benessere mentale.

Articolo della Dr.ssa Maria Mayer, DVM

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I cani possono mangiare i cachi? Una guida per i proprietari

giovedì, 29 Agosto 2024 by Gruppo Nutravet

L’autunno porta con sé una varietà di frutti deliziosi, tra cui i cachi, che molti di noi non vedono l’ora di gustare. Ma cosa fare se il nostro cane si mostra interessato a questo frutto dolce e succoso? I cachi sono sicuri per i cani? In questo articolo, esploreremo i benefici, i rischi e le modalità corrette per offrire questo frutto al nostro cane, mantenendo sempre la loro salute al primo posto.

Benefici del cachi per i cani

Il cachi, frutto della pianta Diospyros, è apprezzato per la sua dolcezza e le sue proprietà nutritive. Originario della Cina, questo frutto è ormai ampiamente diffuso anche in Italia, dove viene consumato soprattutto durante l’autunno. I cani, come noi, possono essere attratti dal suo sapore dolce, ma è importante sapere come somministrarlo correttamente.

Questi frutti sono ricchi di vitamina C e beta-carotene, due potenti antiossidanti che possono supportare il sistema immunitario del cane. Inoltre, contengono minerali essenziali come potassio, fosforo e magnesio, che contribuiscono al benessere generale dell’animale. Un altro aspetto positivo è la presenza di fibre, che possono favorire la salute intestinale del cane, sempre che siano consumate con moderazione.

I rischi associati al consumo di cachi

Nonostante i loro benefici, i cachi non sono privi di rischi per i cani. Innanzitutto, bisogna considerare l’alto contenuto di zuccheri di questo frutto. Con circa 65-70 kcal per 100 g, sono più calorici rispetto ad altri frutti come le mele. Gli zuccheri rappresentano circa il 16-18% del frutto, un dato importante da tenere in considerazione, soprattutto per i cani con predisposizione al sovrappeso o alla diabete.

Per i cani diabetici, infatti, è assolutamente sconsigliato a causa del suo elevato contenuto di zuccheri. Inoltre, nei cani che non sono abituati a consumare frutta, un’eccessiva quantità di cachi potrebbe causare disturbi gastrointestinali come flatulenza e feci molli.

Come dare il cachi al cane in sicurezza

I cani possono mangiare i cachi? Una guida per i proprietari

Se decidete di dare un po’ di cachi al vostro cane, ci sono alcune precauzioni da prendere. Prima di tutto, il frutto deve essere ben maturo, ma non eccessivamente. Un cachi troppo maturo è più ricco di zuccheri, mentre uno acerbo contiene tannini, che possono avere un effetto astringente e rendere il frutto difficile da digerire. Il cachi maturo è inoltre più lassativo, quindi va somministrato con molta moderazione.

È essenziale sbucciare il frutto e rimuovere il seme centrale prima di offrirlo al cane. Il seme può rappresentare un pericolo di soffocamento, specialmente per i cani più voraci. Dopo aver sbucciato e tagliato il cachi in piccoli pezzi, potete offrirne un piccolo assaggio al vostro cane, monitorando attentamente la sua reazione.

Quanto cachi può mangiare il cane?

La quantità giusta di cachi per un cane varia a seconda della taglia e della tolleranza individuale al frutto. Come regola generale, per i cani di piccola taglia, è consigliabile offrire solo un pezzettino grande quanto una falange del dito. Per i cani di taglia media o grande, si può arrivare a 2-3 pezzettini. In ogni caso, la moderazione è la chiave: troppi zuccheri possono fermentare nell’intestino del cane, causando flatulenza e altri problemi digestivi.

Se notate che il vostro cane manifesta sintomi come feci molli o disagio intestinale dopo aver mangiato i cachi, riducete la quantità o sospendete completamente la somministrazione.

Conclusione

In sintesi, i cachi possono essere un piccolo piacere da condividere con il vostro cane, a patto di seguire alcune semplici regole. Offrite il frutto in piccole quantità, ben maturo e senza semi, e osservate attentamente come reagisce il vostro amico a quattro zampe. Ricordate che, come per qualsiasi nuovo alimento, è sempre una buona idea consultare il veterinario prima di introdurlo nella dieta del vostro cane.

In questo modo, potrete godervi l’autunno insieme al vostro cane, gustando entrambi i deliziosi frutti di stagione senza rischi per la salute.

Articolo della Dr.ssa Maria Mayer, DVM

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Come rendere bellissimo il pelo del cane o del gatto con l’alimentazione

giovedì, 22 Agosto 2024 by Gruppo Nutravet
Come rendere bellissimo il pelo del cane o del gatto con l’alimentazione

Si sa, l’aspetto conta, anche per i nostri amati cani e gatti. Un pelo sano e lucente non solo rende il tuo animale esteticamente gradevole, ma è anche un indicatore di buona salute. L’alimentazione gioca un ruolo cruciale in questo, e scegliere gli alimenti giusti può fare una grande differenza. Vediamo insieme come rendere il pelo del cane o del gatto magnifico attraverso una dieta adeguata.

Il primo passo per rendere il pelo del cane e del gatto bello e sano: eliminare gli alimenti dannosi

Come rendere bellissimo il pelo del cane o del gatto con l’alimentazione

Molti cani e gatti sviluppano problemi di pelle e pelo a causa dell’alimentazione. Le allergie a certi ingredienti presenti nei cibi possono causare infiammazione e prurito. Inoltre, la bassa qualità delle materie prime di alcuni alimenti industriali può contribuire a un pelo opaco e fragile. Ad esempio, una conservazione scorretta delle crocchette in contenitori di plastica può portare alla perossidazione dei lipidi, causando problemi cutanei associati a diarrea e vomito.

Consiglio pratico: Se il tuo cane o gatto presenta forfora, rossore o prurito, consulta il veterinario per cambiare l’alimento a favore di uno più adatto.

Vitamina E: il Re degli antiossidanti

La Vitamina E è un gruppo di 8 composti liposolubili, tra cui l’alfa tocoferolo è il più utilizzato. È un potente antiossidante che protegge le membrane cellulari dai radicali liberi. Questa vitamina è essenziale non solo per la salute del pelo e della pelle, ma anche per il fegato.

Fonti di Vitamina E: La troviamo in molti alimenti di origine vegetale, soprattutto oli e cibi grassi come nocciole, mandorle, avocado (attenzione a non dare la buccia, il seme e le foglie), olio di mais, olio di girasole e olio di germe di grano. Gli oli sono facili da aggiungere alla dieta dei nostri cani e gatti, ovviamente con moderazione per evitare un eccesso di calorie.

Integrazione: La Vitamina E può essere somministrata anche come integratore in perle, dato che è molto sicura e non tossica. Iniziare l’integrazione 20-30 giorni prima di un evento speciale o fare 2-3 cicli di integrazione all’anno per mantenere un pelo sempre lucente.

Acidi grassi essenziali Omega-3

Gli acidi grassi Omega-3, in particolare EPA (acido eicosapentaenoico) e DHA (acido docosaesaenoico), sono fondamentali per la salute del pelo. Cani e gatti non riescono a convertire efficacemente i precursori di origine vegetale, quindi gli Omega-3 devono essere di origine animale, come pesce o krill.

Fonti di Omega-3: Pesce grasso pescato (non allevato) con tutta la pelle, dato 1-2 volte a settimana, oppure integratori specifici in perle.

Integrazione: Per mantenere sano il pelo, oltre a pelle, articolazioni, sistema immunitario e nervoso, si consiglia di fare cicli di integrazione di un mese, 3-4 volte all’anno.

Zinco: un alleato prezioso

Lo zinco è un minerale importante per la crescita e la riparazione del pelo. La sua carenza può portare a pelle secca e squamosa, perdita di pelo e cicatrici.

Fonti di zinco: Carni rosse, pollame, pesce e uova. Anche alcuni legumi e cereali sono buone fonti.

Integrazione: Se la dieta del tuo cane o gatto non è sufficiente, si possono utilizzare integratori specifici, sempre sotto consiglio del veterinario.

Biotina: la vitamina della bellezza

La biotina, o vitamina B7, è essenziale per il metabolismo dei grassi e delle proteine, contribuendo alla salute della pelle e del pelo.

Fonti di biotina: Uova, fegato, lievito di birra e noci.

Integrazione: La biotina può essere integrata tramite compresse o polveri, migliorando visibilmente la lucentezza e la forza del pelo.

Conclusioni

Un’alimentazione corretta è fondamentale per avere un cane o un gatto con un pelo sano e lucente. Eliminare i cibi di bassa qualità, integrare vitamine e acidi grassi essenziali e fornire minerali come zinco e biotina sono passi cruciali. Consulta sempre il veterinario prima di apportare cambiamenti significativi alla dieta del tuo animale. Con una dieta equilibrata e adeguata, il tuo cane o gatto non solo avrà un aspetto magnifico, ma godrà anche di una salute migliore.

Articolo della Dr.ssa Maria Mayer, DVM

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