Il cane e i disturbi comportamentali e alimentari
Il comportamento alimentare del cane non riguarda solo “quanto mangia”, ma è spesso uno specchio del suo stato di salute fisico ed emotivo. Proprio come succede nelle persone, anche nel cane possono comparire alterazioni che vanno dalla perdita di appetito fino a comportamenti più complessi e difficili da gestire. La differenza è che il cane non può spiegare cosa prova: sta a noi osservare i segnali e interpretarli nel modo corretto.
Le cause possono essere molteplici: fattori genetici, esperienze di vita, relazione con il proprietario, stato di salute e condizioni del microbiota intestinale. Tutti questi elementi si intrecciano in quello che viene definito asse intestino-cervello, un collegamento diretto tra intestino e sistema nervoso che influenza sia il comportamento sia la digestione.
Vediamo quindi i disturbi più comuni e cosa possono significare.
Anoressia e disoressia: quando il cane mangia meno o smette di mangiare

Quando il cane rifiuta completamente il cibo si parla di anoressia, mentre con disoressia si indica una riduzione o alterazione dell’appetito.
Se il problema compare all’improvviso, può essere legato a febbre, dolore, infezioni o stress acuto. In questi casi è importante agire rapidamente: non è normale che un cane salti più di uno o due pasti consecutivi.
Se invece il comportamento è persistente nel tempo, è più probabile che ci sia una causa cronica, come patologie intestinali o problemi renali. Anche situazioni ormonali o fisiologiche possono influire: ad esempio, alcuni cani maschi mangiano meno in presenza di femmine in calore.
Attenzione anche alla gestione quotidiana: troppi snack o extra durante la giornata possono portare a una falsa perdita di appetito.
Polifagia: quando il cane ha sempre fame
Un aumento eccessivo dell’appetito viene definito polifagia. Non si tratta del normale entusiasmo del cane verso il cibo, ma di una vera e propria ricerca ossessiva, a volte con comportamenti estremi.
Le cause possono essere organiche, come:
- problemi tiroidei
- diabete
- insufficienza pancreatica
- malassorbimento intestinale
In altri casi, il cane mangia tanto ma non assimila correttamente, e quindi perde peso nonostante l’appetito aumentato.
Non bisogna però sottovalutare l’aspetto emotivo: ansia e stress possono portare il cane a usare il cibo come compensazione. In questi casi, soluzioni “meccaniche” come ciotole particolari o ostacoli nel cibo non risolvono il problema, perché non intervengono sulla causa reale.
Pica: ingerire ciò che non è cibo
La pica è l’ingestione di materiali non alimentari, come plastica, carta o tessuti.
Nel cucciolo può essere un comportamento normale legato all’esplorazione. Nell’adulto, invece, è spesso un segnale da non ignorare. Può indicare:
- problemi intestinali cronici
- carenze o malassorbimento
- stati ansiosi o stress prolungato
Anche comportamenti come leccare in modo ossessivo superfici o oggetti possono rientrare in questo quadro e sono spesso associati a disturbi gastrointestinali, come gastrite o reflusso.
Coprofagia: quando il cane mangia feci
La coprofagia è un comportamento molto comune e spesso frainteso. Non sempre è segno di malattia.
Mangiare feci di altri animali, come quelle di gatto o di erbivori, può avere una base istintiva e nutrizionale. Diverso è il caso in cui il cane ingerisce le proprie feci o quelle di altri cani: qui è più probabile che ci sia una componente comportamentale o emotiva.
È importante non punire il cane, perché questo può aumentare stress e peggiorare il comportamento. Serve invece capire il motivo alla base e intervenire in modo mirato.
Polidipsia: quando il cane beve troppo
Bere acqua è fondamentale, ma un aumento eccessivo può essere un segnale importante. La polidipsia può essere legata a diverse patologie, tra cui:
- problemi renali
- malattie endocrine
- diabete
- disturbi intestinali cronici
Un parametro utile è la quantità di acqua assunta:
- oltre 100 ml/kg al giorno con alimentazione secca
- oltre 50-60 ml/kg al giorno con alimentazione umida o fresca
Se questi valori vengono superati, è necessario approfondire con il medico veterinario. Quando non si trovano cause organiche, si può parlare di polidipsia psicogena, spesso associata a stati di ansia.
Perché è importante non sottovalutare questi segnali
I disturbi alimentari nel cane non sono mai “solo capricci”. Dietro a questi comportamenti possono esserci problemi medici, disagi emotivi o una combinazione di entrambi.
Per questo motivo, il percorso migliore è spesso multidisciplinare: coinvolgere medico veterinario, esperto in comportamento e nutrizione permette di affrontare il problema in modo completo.
Osservare il cane ogni giorno, conoscere le sue abitudini e cogliere anche i cambiamenti più piccoli è il primo passo per intervenire in tempo e migliorare davvero il suo benessere.
Articolo della dott.ssa Maria Mayer, DVM
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