Olio di cocco

Olio di cocco vergine per il gatto

In passato demonizzato per il suo contenuto in acidi grassi saturi, l’olio di cocco è stato ad oggi riabilitato e per le sue particolari proprietà è spesso utilizzato dai medici veterinari nutrizionisti nell’alimentazione del gatto.

Vediamone nel dettaglio caratteristiche, benefici e come utilizzarlo.

Di cosa si tratta?

L’olio di cocco si ricava dai frutti della pianta del cocco (Cocus nucifera).
Da sempre fa parte della tradizione culinaria di alcuni paesi come l’India o il Brasile e più di recente è diventato facile trovarlo anche nei nostri supermercati. Spesso utilizzato in preparazioni etniche o dolci conferisce al cibo il tipico aroma di cocco. 

Si presenta solido se la temperatura è inferiore ai 24°C mentre nella stagione più calda assume una consistenza oleosa. 

L’olio di cocco è solido a temperature inferiori ai 24°C, altrimenti è liquido

I benefici dell’olio di cocco nel gatto

Per quali motivi utilizzare l’olio di cocco nella dieta del gatto? L’olio di cocco è ricco di acidi grassi saturi a media catena o MCT (Medium Chain Triglycerides), in particolare acido laurico, caprico e caprilico.
Questa categoria di grassi ha la caratteristica di essere “pronta all’uso” in quanto non necessita degli acidi biliari per essere digerita. Per questo motivo è un’ottima scelta in tutti quei gatti con problematiche digestive o epatiche.

È stata inoltre dimostrata l’attività trofica di questi acidi grassi verso le cellule della mucosa intestinale. Rappresentano cioè un nutrimento immediato per le cellule dell’intestino del gatto.
Questo rende l’olio di cocco particolarmente adatto in corso di patologie infiammatorie intestinali, purtroppo sempre più diagnosticate nel gatto. 

Non solo: un intestino in equilibrio, non infiammato, avrà effetti benefici sull’intero organismo del gatto e in particolare sul sistema nervoso. Grazie all’esistenza di quello che viene chiamato asse intestino-cervello.

Se somministrato per periodi di almeno 4 settimane noteremo anche un miglioramento del pelo dell’animale, che apparirà più lucido e morbido. Sostiene inoltre il sistema immunitario. 

Se applicato con costanza direttamente sui denti ritarda la formazione del tartaro, anche se non tutti i gatti potrebbero gradire quest’operazione (in questo caso meglio evitare di stressarlo quotidianamente).

Cosa controllare sull’etichetta quando si acquista

Ora che ne abbiamo scoperto i benefici vediamo come scegliere il migliore per il nostro gatto.
In commercio si possono trovare ormai svariati tipi di olio di cocco, ma è importante scegliere olio di cocco ad uso alimentare (attenzione perché esiste anche quello ad uso cosmetico, ottimo per i nostri capelli, meno per i nostri gatti!). Meglio che sia vergine, spremuto a freddo e possibilmente biologico.
Perché questi termini sono importanti?

Per produrre l’olio di cocco la noce di cocco viene aperta, pulita e la polpa viene separata dall’involucro esterno fibroso. La polpa viene quindi fatta essiccare e tramite un espulsore o pressa a basse temperature viene estratto meccanicamente l’olio.
Da questo procedimento deriva la denominazione di pressato a freddo che si differenzia da altre tecniche che sfruttando fonti di calore per l’estrazione non permettono di ottenere un prodotto di pari qualità. 

L’olio ottenuto dalla pressatura a freddo si definisce vergine se non viene sottoposto ad altri processi chimici di raffinatura, sbiancatura o deodorizzazione.
Evitate quindi quando scegliete l’olio di cocco per il vostro gatto quelli che in etichetta presentano le diciture deodorato, raffinato o sbiancato. 

L’olio di cocco deidrogenato invece è processato in modo da renderlo solido fino a temperature di 36-40°C ma con questo processo alcuni acidi grassi vengono trasformati in acidi grassi trans, negativi per l’organismo dell’uomo e anche del gatto.
Anche l’olio di cocco deidrogenato è quindi da evitare.

Come darlo al gatto

Ogni gatto ha i suoi gusti! Alcuni amano l’olio di cocco per cui potrete darglielo anche da solo mentre per altri sarà necessario mescolarlo con il cibo.

Per i palati più difficili in farmacia o online è possibile trovare anche l’MCT oil, un olio di cocco “purificato” e quindi un vero e proprio concentrato di acidi grassi a media catena.

Quando NON utilizzarlo

Non ci sono particolari controindicazioni sull’utilizzo dell’olio di cocco nelle dosi prescritte se non dal punto di vista calorico.

Non dimentichiamoci che l’olio di cocco è pur sempre una fonte di grassi e al pari degli altri olii vegetali contiene circa 800 kcal in 100 gr. 

È importante non eccedere: per un gatto sano mezzo cucchiaino al giorno (circa 2 gr) è sufficiente.
In caso di gatti in sovrappeso invece la somministrazione di una fonte extra di grassi potrebbe compromettere il ritorno  al peso forma, fondamentale per mantenere il nostro gatto in salute il più a lungo possibile.

Attenzione anche nei gatti molto sedentari, passare dal normopeso al sovrappeso soprattutto nei gatti indoor è veramente facile mentre il processo inverso spesso non lo è.

Se aveste dubbi su quale sia il peso ideale del vostro gatto chiedete sempre un parere al vostro medico veterinario.

Articolo della dott.ssa Denise Pinotti, DMV

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